I Black Sabbath spesero quasi 500.000 dollari attuali in droga durante le registrazioni di "Vol. 4". Ozzy: "Ci sentivamo i re del mondo"

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I Black Sabbath spesero quasi 500.000 dollari attuali in droga durante le registrazioni di "Vol. 4". Ozzy: "Ci sentivamo i re del mondo"

Ozzy Osbourne: ". Le droghe arrivavano da tutte le parti, persino con un aereo privato"

Nel maggio 1972 i Black Sabbath vanno a Los Angeles per registrare il loro quarto album, Vol.4. Sulla copertina c’è una foto virata in giallo su sfondo nero di Ozzy sul palco della Birmingham Town Hall durante il tour dell’inverno precedente, il suono è l’hard rock oscuro che ha portato al successo la band, con alcuni momenti sorprendenti come la ballad Changes o le variazioni strumentali di Supernaut (il pezzo preferito da Frank Zappa) e per la quarta volta consecutiva i Black Sabbath vendono un milione di copie negli Stati Uniti, arrivando al numero otto in classifica in Inghilterra.

Ma Vol.4 è anche uno dei momenti più alti dell’attrazione irresistibile di Ozzy e la band verso la trasgressione. Il titolo che avevano scelto era “Snowblind”, un riferimento fin troppo esplicito all’uso di cocaina durante le registrazioni che spinge l’etichetta discografica a cambiarlo in fretta in Vol. 4. Durante il loro soggiorno a Los Angeles succede veramente di tutto. Il batterista Bill Ward ha raccontato nella sua biografia How Black Was Our Sabbath di aver passato giorni interi in studio senza riuscire a suonare niente e di essere convinto che lo avrebbero licenziato, Tony Iommi invece ha ricordato soprattutto uno scherzo che stava per finire molto male che lui e Ozzy hanno fatto proprio a Ward: dopo averlo trovato nudo, ubriaco e addormentato nella villa di Bel Air in cui alloggiavano (di proprietà del miliardario John DuPont), lo hanno ricoperto interamente di vernice dorata, rischiando di farlo morire soffocato.

L’unico che ha un buon ricordo di quel periodo è ovviamente Ozzy: «Nonostante tutto, dal punto di vista musicale non siamo mai stati così forti come in quelle settimane a Los Angeles» ha scritto nella sua biografia I Am Ozzy, «Il problema era che non capivamo neanche da dove arrivasse la cocaina, era ovunque e ti faceva sentire il re dell’universo».

In un’intervista con Rolling Stone, i membri dei Black Sabbath hanno raccontato molti dettagli di quelle session deliranti, anche per rivedere il messaggio di trasgressione della band:  «Abbiamo scritto Snowblind perché la cocaina ci sembrava la scoperta più bella della nostra vita» ha detto Ozzy, «Invece si è rivelata essere il nostro peggior nemico. Le notti non finivano mai, è stato terribile». Secondo Tony Iommi, la villa di DuPont a Bel Air era un sogno rock’n’roll diventato realtà per una band working class inglese e i Black Sabbath volevano viverlo fino in fondo: «Avevamo montato gli strumenti in una sala che si affacciava sulla piscina, e c’era anche una sala da ballo di fianco. Potevamo scrivere e provare di giorno e fare festa di notte, era incredibile. Le droghe arrivavano da tutte le parti, persino con un aereo privato, e per questo veniva sempre un sacco di gente a casa. Facevano finta di venire a suonare con noi ma in realtà erano lì per la cocaina». I racconti sono esilaranti, come quella volta che Ozzy ha azionato per sbaglio l’allarme della villa chiamando lui stesso la polizia e costringendo la band a disfarsi in fretta di ogni sostanza illegale, un episodio che Ozzy ha ricordato anche nel brano It’s a Raid del suo ultimo album solista Ordinary Man. «I poliziotti sono arrivati e hanno detto: tutto bene? Avete bisogno di aiuto? E noi: no grazie. Avevamo appena buttato migliaia di dollari nel cesso, letteralmente». 

Il bassista dei Black Sabbath, Geezer Butler, ha provato anche a fare i conti del soggiorno a Los Angeles e il risultato è impressionante: «La registrazione di Vol.4, primo album che abbiamo prodotto da soli insieme al nostro manager Patrick Meehan è costata circa 65.000 dollari ma in droga abbiamo speso oltre 75.000 dollari, che oggi corrispondono a 470.000 dollari, considerando anche l’inflazione».

Ozzy ha concluso l’intervista con Rolling Stone dicendo: «Hey, sappiamo benissimo di aver sbagliato ma dovete ricordare che venivamo dai quartieri poveri di Birmingham e ci siamo ritrovati famosi, con tre dischi da un milione di copie e una villa a Bel Air. Ci sentivamo i re del mondo». 

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