Pink Floyd, The Piper And The Gates Of Dawn: 5 cose che forse non sai sul primo disco della band con Syd Barrett

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Pink Floyd, The Piper At The Gates Of Dawn: 5 cose che forse non sai sul primo disco della band con Syd Barrett

Il 5 agosto 1967 la band capitanata dal geniale "diamante pazzo" pubblicava lo storico album di debutto

Nel 1967, quando l'acid-rock iniziò ad invadere le strade di Londra, c'era una band rappresentava la vera e propria colonna sonora di quella rivoluzione culturale e musicale. Ma non si trattava più dei Beatles o dei Rolling Stones, erano i giovani Roger Waters, Syd Barrett, Nick Mason e Richard Wright, e insieme si facevano chiamare Pink Floyd.

La band divenne rapidamente il suono di un nuovo movimento e pose le fondamenta del prog-rock psichedelico. L'album di debutto della band, pubblicato il 5 agosto 1967, è uno dei momenti più importanti di un gruppo la cui carriera è durata decenni, da prima dello sbarco sulla Luna fino all'era di internet.

Ecco cinque cose che forse non conosci su questo storico album:

1. È ALBUM DELLA BAND CREATO SOTTO LA LEADERSHIP DI SYD BARRETT

"The Pipers At The Gates Of Dawn" è l'unico album della band creato e scritto sotto la completa supervisione del loro leader Syd Barrett. Nel disco seguente "A Saucerful of Secrets" la band sarà già aiutata da David Gilmour e Syd registrerà solo alcune parti di chitarra e qualche voce.

2. IL DISCO VENNE REGISTRATO NEGLI STESSI STUDI E NELLO STESSO MOMENTO DI SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND DEI BEATLES

Le sessioni di registrazione per "The Pipers At The Gates Of Dawn" si svolsero agli Abbey Road Studios tra febbraio e maggio de 1967, contemporaneamente alle registrazioni di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Le sessioni finali di produzione vennero portate a termine ai Sound Techniques di Chelsea dove il gruppo aveva registrato i loro singoli precedenti.

3. LA BAND ERA IL MANIFESTO DEL MOVIMENTO PSICHEDELICO INGLESE

All'inizio del '67 i Pink Floyd rappresentavano già il modello da seguire dal neonato movimento psichedelico di Londra. Il gruppo firmò un contratto discografico con la EMI nel febbraio di quell'anno. Dopo aver registrato i singoli Arnold Layne e See Emily Play con il produttore e proprietario degli UFO Studios di Londra Joe Boyd, al gruppo venne assegnato un produttore scelto dalla casa discografica...

4. NORMAN SMITH, L'INGEGNERE DEL SUONO DI GEORGE MARTIN, IL QUINTO BEATLE

La scelta della EMI cadde su Norman Smith. L'ambizioso ingegnere del suono potrebbe non essere stato in sintonia la visione pionieristica della band, ma ne ha rapidamente riconosciuto il potenziale commerciale. Lavorando come ingegnere sotto l'egida di George Martin, Smith è stato fortemente coinvolto con i Beatles fino alla pubblicazione dell'album "Rubber Soul". Capendo il potenziale dei Pink Floyd cercò di adattarsi alle esigenze della band, approcciando delle tecniche di registrazione completamente nuove e quasi sconosciute per l'epoca (Syd Barrett era ossessionato dalle nuove tecnologie).

5. LA RIVOLUZIONARIA TRACCIA DI APERTURA DEL DISCO

"Astronomy Domine" è una di quelle canzoni imprescindibili nella storia del rock, è il "biglietto da visita" dei primi Pink Floyd, il loro primo saluto al mondo. È un brano pieno zeppo di idee, riferimenti ed elementi precursori che faranno parte della band per tutta l'intera carriera, fino al tanto discusso ma bellissimo "The Endless River" del 2014. Il brano si apre con una sequenza in codice morse e una voce al megafono (registrata dal loro primo manager Peter Jenner) che recita nomi di pianeti, costellazioni e altri corpi celesti. Un vero e proprio manifesto per il nascente genere "space rock" che i Pink Floyd inaugureranno e influenzeranno per decenni a venire. Quel megafono, così iconico e determinante, verrà utilizzato in seguito dallo stesso Syd Barrett durante le esecuzioni dal vivo del brano.



 

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