Noel Gallagher, come Let It Bleed ha cambiato per sempre la sua percezione dei Rolling Stones

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Noel Gallagher, come Let It Bleed ha cambiato per sempre la sua percezione dei Rolling Stones

Per il rocker di Manchester l'acquisto di quell'album cambiò per sempre la sua idea musicale nei confronti della band di Mick Jagger e Keith Richards

Noel Gallagher una volta ha detto di sé stesso: «Pensavo di essere solo un tipo delle case popolari di Manchester che sapeva suonare qualche canzone dei Beatles». La sua conoscenza della storia musicale inglese, e la sua voglia di far parte di una tradizione così importante lo hanno spinto a provare le melodie e gli accordi che hanno fatto diventare le canzoni degli Oasis un patrimonio nazionale in Inghilterra. Per questo, quando ha fatto la lista dei suoi tredici album preferiti di tutti i tempi, Noel ha attraversato i decenni scegliendo i punti di riferimento della sua band, dai Sex Pistols (“Se non avessero fatto quei due concerti a Manchester nel 1976 non ci sarebbero i Joy Division, i New Order, la Factory Records e gli Stone Roses” ha spiegato), ai Pink Floyd di The Wall (“Un album che non mi stanco mai di ascoltare”) fino a The Queen is Dead degli Smiths, The Joshua Tree degli U2, The Kinks are the Village Green Preservation Society dei Kinks, (“La quintessenza della musica e di tutto ciò che è inglese”) una raccolta degli Who (“Non mi piacciono i loro album, per me sono la migliore band da singoli di sempre”) e Revolver dei suoi idoli assoluti, i Beatles (“Il loro primo album direttamente influenzato dalle droghe”). Per quanto riguarda i Rolling Stones, Noel Gallagher ha scelto Let it Bleed, uscito il 5 dicembre 1969 e subito al primo posto in classifica in Inghilterra (sostituendo Abbey Road dei Beatles) e al numero 3 in America.

Insieme a Beggar’s Banquet del 1968 è l’album del ritorno al blues-rock dopo le sperimentazioni psichedeliche di Their Satanic Majestic Request con la chitarra di Mick Taylor al posto di Brian Jones, il disco di Gimme Shelter (la canzone degli Stones preferita in assoluto di Keith Richards) e di You Can’t Alway Get What You Want, il secondo capitolo di una sequenza di album perfetti (con Sticky Fingers del 1971 e Exile on Main Street del 1972) che lanciano i Rolling Stones come la più grande rock band del mondo.

"Per anni ho avuto solo una copia in vinile della raccolta Rolled Gold dei Rolling Stones" ha detto Noel Gallagher, "Ma quando ho ascoltato Let It Bleed ho pensato per la prima volta: ah, ma quindi c’è molto di più, non sono solo Satisfaction!” 

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