Ozzy Osbourne svela qual è il suo film preferito di tutti i tempi: "Non ho mai amato i film dell'orrore"

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Ozzy Osbourne svela qual è il suo film preferito di tutti i tempi: "Non ho mai amato i film dell'orrore"

Il film dei Monthy Python venne censurato in Italia per più di 12 anni dopo la reazione della Chiesa

Secondo la leggenda, il nome Black Sabbath è direttamente ispirato ad un film dell’orrore del regista italiano Mario Bava, I Tre Volti della Paura (che esce in Inghilterra con il titolo Black Sabbath), film a episodi uscito nel 1963 e interpretato anche da Boris Karloff, diventato icona dell’horror nel ruolo di Frankenstein. 

Il bassista Geezer Butler vede le persone in coda fuori da un cinema di Birmingham mentre va alle prove con la band (“Mi ha sorpreso che così tante persone spendano dei soldi per spaventarsi” ha detto), ne parla con Ozzy e insieme scrivono il testo del brano che dà il titolo al loro primo album, uscito il 13 febbraio 1970.  

Nonostante l’ispirazione dietro all’immaginario dei Black Sabbath, Ozzy Osbourne però ha detto di non avere mai amato i film dell’orrore. Una delle sue dichiarazioni più divertenti è su uno dei  classici dell’horror più famosi di tutti i tempi L’Esorcista di William Friedkin: “Non sono mai riuscito a vederlo fino alla fine, ero terrorizzato. Ho dovuto guardare La Stangata subito dopo per riprendermi”. Il film preferito di tutti i tempi del Principe delle Tenebre svela invece l’altro lato del suo personaggio, ironico e dissacrante. E' un classico dell’umorismo britannico, Brian di Nazareth, il primo film scritto, diretto e interpretato dal collettivo di comici Monthy Python (Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin). Una satira irriverente sul cristianesimo e la religione e  che ha creato scandalo fin dalla prima uscita nei cinema nel 1979: viene censurato in molti paesi, creando ulteriore ironia (in Svezia esce con una scritta sui cartelloni: “Questo film è talmente divertente che in Norvegia l’hanno censurato”) e in Italia la distribuzione viene bloccata per dodici anni per la reazione della Chiesa.

Nel 2011 la BBC ha realizzato un documentario, Holy Flying Circus per raccontare tutte le polemiche affrontate dai Monthy Python per la loro parodia della figura di Gesù. Terry Jones, che ha firmato la regia (Terry Gilliam si occupa della scenografia e delle sequenze animate dei titoli di testa e Graham Chapman interpreta il ruolo del protagonista) ha detto che non si aspettava che Brian di Nazareth potesse diventare così controverso e di conseguenza famoso: “Non era blasfemo, era eretico” ha detto, “Criticava la struttura della Chiesa e il modo in cui interpreta le Scritture. Al tempo il tema della religione non era così importante come è diventato in seguito. Credo che adesso ci penseremmo due volte prima di fare un film del genere”. Oltre alla passione di Ozzy Osbourne per Brian di Nazareth, a fare entrare i Monthy Python nella storia del rock c’è anche l’intervento di un amico del collettivo di comici, George Harrison. Quando la EMI viene a sapere del progetto ritira improvvisamente la sua parte di finanziamento. George Harrison interviene fondando apposta la sua casa di produzione cinematografica, la HandMade Films (con cui produce film fino al 1994) e donando 4 milioni di sterline, per le quali ipoteca la sua casa di Friar Park nelle campagne inglesi. George Harrison compare anche in un cameo nel film, con il nome di Signor Papadopoulis: vestito di rosso in mezzo alla folla durante una festa, non fa altro che girarsi verso la telecamera e salutare. 

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