Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis: "Il ritorno di Frusciante è l’evento più monumentale delle nostre vite"

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Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis: "Il ritorno di Frusciante è l’evento più monumentale delle nostre vite"

Il frontman della band californiana: "Eravamo tutti e due piuttosto stupidi al tempo. Io volevo fare le cose a modo mio, e lui a modo suo"

Quando si è sparsa la notizia che John Frusciante sarebbe rientrato nei Red Hot Chili Peppers dopo dodici anni per le registrazioni del nuovo album Unimited Love, Anthony Kiedis ha dichiarato: «Il ritorno di John è l’evento più monumentale non solo nella storia della band ma anche delle nostre vite». Parlando con il dj radiofonico Zane Lowe, il cantante dei Red Hot Chili Peppers ha raccontato i due momenti in cui il chitarrista ha deciso di lasciare la band, nel 1992 durante il tour di Blood Sugar Sex Magik e nel 2009 dopo gli album Californication, By the Way e Stadium Arcadium, sempre nel momento di massimo successo: «Eravamo tutti e due piuttosto stupidi al tempo. Io volevo fare le cose a modo mio, e lui a modo suo. Era più evoluto di noi musicalmente in certi aspetti e meno in altri. Ha detto: “Non fa per me. Troppa attenzione, troppi viaggi, troppo caos, troppo di tutto. E così se ne è andato, è sparito, ma noi siamo sopravvissuti e abbiamo avuto una fase molto interessante con Dave Navarro e Josh Klinghoffer».

La pressione del successo, le sregolatezze della vita in giro per il mondo (il tour di Stadium Arcadium è durato un anno e 132 date), il disequilibrio tra le aspirazioni artistiche e le esigenze di un meccanismo commerciale sempre più grande: queste sono le ragioni che hanno spinto John Frusciante al limite, fino all’orlo dell’autodistruzione e lo hanno portato a cercare di salvarsi facendo una nuova carriera underground nel corso della quale ha pubblicato otto album solisti, sperimentando anche con la musica elettronica.

«John ci ha messo dodici anni per processare e superare tutto questo, aveva bisogno di tempo» ha detto Anthony Kiedis, «Si è chiesto: chi sono queste persone? Cosa rappresentano per me? Cosa abbiamo fatto insieme? E’ stato molto intelligente, ha capito che anche se c’erano situazioni difficili la band faceva parte della sua vita e forse poteva trovare un modo migliore per continuare a suonare con noi».

Nel 2022 con l’uscita di Unlimited Love, i Red Hot Chili Peppers festeggiano quasi 40 anni di carriera (si sono formati a Los Angeles nel 1983) e dodici album: «Alcune band sono nate per avere una vita più breve» ha commentato Anthony Kiedis, «Avere una carriera così lunga non è per tutti».

Per loro, ha spiegato, si è trattato soprattutto di seguire la loro intesa naturale: «E’ la chimica, quell’elemento familiare, di fratellanza e sana competizione che ci ha tenuto insieme. E anche la fortuna di incontrare le persone giuste: abbiamo vissuto tante cose insieme, siamo dipendenti l’uno dall’altro». Tutto è cambiato quando John Frusciante ha incontrato Flea e ha detto: mi siete mancati, suoniamo insieme. «Per me è stato grandioso» ha detto Anthony Kiedis, «Ho pensato: fantastico, ho la possibilità di scrivere altre canzoni». 

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