AC/DC, Rick Rubin ricorda le disastrose registrazioni in studio di Ballbreaker: "Fu un fallimento, ma ho imparato qualcosa"

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AC/DC, Rick Rubin ricorda le disastrose registrazioni in studio di Ballbreaker: "Fu un fallimento, ma ho imparato qualcosa"

Angus Young a proposito del lavoro con il grande produttore: "È stato un errore"

Nel corso della sua carriera di produttore, iniziata nel 1981 nella scena hip-hop di New York dopo aver fondato l’etichetta Def Jam (tra i suoi primi lavori ci sono i singoli I Need a Beat di LL Cool J e Rock Hard dei Beastie Boys e l’album King of Rock dei Run-DMC), Rick Rubin ha avuto molte soddisfazioni, ha vinto otto Grammy Awards e scritto la storia di quattro decenni di musica, passando dall’hip hop all’heavy metal (Danzig, Slayer, System of a Down) al rock alternativo (Weezer, Black Crowes, Smashing Pumpkins, Red Hot Chili Peppers) fino ai classici del rock con Tom Petty e la serie di album registrati da Johnny Cash per la sua etichetta American Recordings. Una carriera incredibile che lo ha portato ad essere definito «il produttore più influente degli ultimi 20 anni» per il suo stile minimale, la capacità di cogliere l’essenza delle canzoni (grazie a lui Johnny Cash è stato riscoperto ed è diventato un punto di riferimento del ritorno del rock nei primi anni duemila) e il suo metodo di lavoro in studio, capace di tirare fuori il meglio del talento degli artisti.

Intervistato da Chris Jericho per il suo podcast Talk is Jericho, Rick Rubin ha detto però di avere un solo, grande rimpianto, quello di non essere riuscito a lavorare al meglio con una delle sue band preferite di sempre, gli AC/DC, di cui nel 1995 ha prodotto l’album Ballbreaker. «Per me era la realizzazione di un sogno che si è dissolto in una delusione» ha detto. Nella sua lista, la band di Malcolm e Angus Young è seconda solo ai Beatles: «Gli AC/DC non hanno la profondità di scrittura e la grandezza artistica dei Beatles ma come band rock’n’roll pura e semplice sono perfetti. Sono i migliori del mondo, di ogni tempo». Rubin e gli AC/DC collaborano per la prima volta nel brano Big Gun, inserito nella colonna sonora del film Last Action Hero con Arnold Schwarzenegger, numero uno nella rock chart di Billboard e poi la band decide di affidarsi a lui per la registrazione del tredicesimo album.

Le cose però non vanno bene. Rubin porta la band ai Record Plant Studios di New York: «Ma non siamo mai riusciti a trovare il suono giusto». Si dice che Rubin abbia fatto rivestire le pareti e il soffitto dello studio e che abbia deciso di registrare la batteria sotto una tenda. «Abbiamo fatto mille cose e registrato centinaia di take di ogni canzone, ma non funzionava. Ho provato a convincere Malcolm e Angus a cambiare studio, ma non volevano. Siamo rimasti praticamente fermi per cinque o sei settimane». Alla fine gli AC/DC accettano di spostarsi sulla costa Ovest agli Ocean Way Studio di Los Angeles e riescono registrare le undici canzoni di Ballbreaker, che esce il 26 settembre 1995 ed è un grande successo, numero 4 in classifica in America, numero 6 in Inghilterra. I critici esaltano: «La dedizione quasi religiosa di Rick Rubin nel far emergere il suono autentico della band», il pubblico lo considera uno dei dischi migliori degli AC/DC. Rick Rubin però è consapevole che qualcosa non è andato nel modo migliore con la band dei suoi sogni (non collaborerà più con gli AC/DC e Angus Young dirà addirittura: «È stato un errore»). «Credo che quelle settimane perse a cercare di registrare l’album in uno studio che suonava male abbiano fatto spegnere la scintilla» ha detto a Chris Jericho, «È un vero peccato, ma ho imparato qualcosa».

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