ZZ Top, Billy Gibbons racconta gli ultimi giorni di Dusty Hill: "Era irremovibile, ecco perché la band continuerà"

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ZZ Top, Billy Gibbons racconta gli ultimi giorni di Dusty Hill: "Era irremovibile, ecco perché la band continuerà"

Il leggendario bassista voleva solo che la band non si fermasse. Billy Gibbons: "Sono solo contento che sia in un posto migliore, adesso"

Il frontman degli ZZ Top, Billy Gibbons, ha raccontato al magazine Variety la reazione sua e del gruppo alla scomparsa del bassista – e amico da sempre – Dusty Hill. Il musicista è deceduto lo scorso 27 luglio, all’età di 72 anni, nel sonno, per cause non dichiarate.

La band, dopo la cancellazione di un concerto del loro tour, in corso negli Stati Uniti e in Canada, ha continuato con gli show, arruolando Elwood Francis, tecnico delle chitarre per il gruppo, al basso, per volere dello stesso Hill.

Attraversare il processo del lutto – ha raccontato Gibbons – è lo stesso per chiunque perda un buon amico o uno stretto collaboratore. E allo stesso tempo, sapere che è successo così all'improvviso - andare a letto e non svegliarsi... Questa è stata la sua fortuna. Prima c’era, poi non c’era più”.

Il cantante ha anche spiegato che fu il bassista stesso a capire che qualcosa non andava e a chiedere di fare una pausa. Hill, infatti, nel corso degli anni aveva subito la rottura di una spalla e poi di un’anca, oltre a qualche problema con delle ulcere: “[Dusty] È riuscito a fare solo le prime due date. Poi ha chiesto di essere esonerato. Ha detto ‘Hey, fatemi capire come sto’ e io ho risposto ‘Certo amico, la salute prima di tutto’. E posso dirti, dopo quei primi due coraggiosi tentativi, se non stava dando il 110%, è stato lui il primo a dire 'Cavolo. Andiamo a occuparci di questo' […] Quindi si è mosso un po' in punta di piedi, per mantenersi in forma, al meglio che poteva. Ma penso che questa sia stata una vera sfida. […] Sono solo contento che sia in un posto migliore, adesso”.

Molto intense le parole che Gibbons ha riservato per la sua reazione, sul palco, alla morte dell’amico e sodale di band: “Ho avuto un paio di momenti con le lacrime che andavano e venivano e questo mi ha dato una sorta di sollievo. Mi sono detto ‘Caspita, alla fine sono umano anche io’. Questa sensazione viene da un luogo molto profondo dentro di me e glorioso, viene dal sapere che dopo 50 anni con il ragazzo, eravamo tutti uniti, fianco a fianco. Ma sapendo che possiamo portare avanti i suoi desideri e dargli tutto il dovuto rispetto... Sai, [Dusty] era irremovibile. Ha detto 'Vado a vedere cosa succede. Nel frattempo, lo spettacolo deve continuare. Non dimenticatelo’ E puntava il dito e lo scuoteva”. Ed è questo il motivo per cui la band non si è fermata, dopo la cancellazione di un solo show. Era il bassista stesso a volerlo, indicando Francis come suo successore: “Penso che tutti siano stati sollevati dal fatto che abbiamo avuto un po' di tempo per riorganizzarci e riflettere sulle cose – ha concluso Gibbons – Ma allo stesso tempo, tutti erano pronti. E hanno detto: 'Dai. Hai sentito la direttiva di Dusty mentre stava uscendo di scena. Si è girato, ha indicato col dito e ha detto: ‘Forza. Lo spettacolo deve continuare’”.

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