Guns N' Roses, Duff McKagan: "ecco le canzoni che hanno cambiato per sempre la mia vita"

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Guns N' Roses, Duff McKagan: "ecco le canzoni che hanno cambiato per sempre la mia vita"

Il bassista di Seattle ha raccontato quali brani della storia del rock sono stati determinanti. Ecco perché

Duff McKagan ha scoperto il rock’n’roll quando era ragazzo a Seattle attraverso il punk e l’hardcore, suonando il basso, la chitarra e anche la batteria in varie band della città prima di trasferirsi a Los Angeles nel 1984 ed entrare a far parte dei Guns N' Roses. A 57 anni, Duff McKagan ha suonato con chiunque, dai Velvet Revolver agli Hollywood Vampires, ha collaborato all’ultimo disco di Ozzy Osbourne Ordinary Man del 2020 fino al prossimo disco solista di Jerry Cantrell degli Alice in Chains in uscita ad ottobre, ha fatto hard rock e blues, fino al country del suo ultimo album solista Tenderness del 2019 registrato a Nashville con Shooter Jennings. La sua formazione musicale passa attraverso generi diversi, dal punk rock all’hip-hop perché quello che ha sempre cercato nelle canzoni è l’atteggiamento.

Questo è l’elenco delle otto canzoni che gli hanno cambiato la vita:

 Sex Pistols – Bodies (Never Mind the Bollocks, 1977) 

 

Quando ero ragazzo consegnavo i giornali e tagliavo i prati davanti alle case per guadagnare qualcosa e con i primi soldi mi sono comprato Alive dei Kiss e Puttin’ It Straight di Pat Travers, poi una ragazza più grande di me che suonava già in una band mi ha fatto scoprire i Sex Pistols.

La chitarra di Steve Jones era qualcosa che non avevo mai sentito prima e Paul Cook mi ha insegnato a suonare la batteria. Ho capito subito che erano la band giusta per me, la band della mia generazione e non qualcosa che avevo scoperto grazie ai miei fratelli. Bodies è un pezzo che non ha perso niente nel corso degli anni.

The Heartbreakers – Pirate Love (L.A:M.F., 1977)

Scott McCaughey che suonava in una band chiamata The Young Fresh Fellows era il nostro punto di riferimento, aveva un negozio di dischi e sapeva cosa ci avrebbe mandato fuori di testa. L.A.M. F. degli Heartbreakers è stato uno dei suoi primi suggerimenti: se guardate una foto dei Guns’n’Roses del 1985, il mio look è direttamente ispirato alla copertina di questo disco. Pirate Love in particolare mi è sempre piaciuta per il ritmo di batteria e il suono grezzo delle chitarre. Non ho copiato direttamente gli Heartbreakers ma posso dire che hanno ispirato tutte le mie prime band.

The Stooges – Gimme Some Skin (B-Side I Got A Right, 1977)

Dopo i Sex Pistols e gli Heartbreakers ho scoperto gli Stooges. Ho comprato questo singolo quando avevo 14 anni e mi è sembrata la canzone più aggressiva che avessi mai sentito, una lezione su come suonare il rock’n’roll. A Seattle piove spesso quindi passavamo il tempo nei garage a suonare. Tutti sapevamo fare le canzoni degli Stooges e dei Sonics perché tutti avevamo a casa un disco dei Sonics dei genitori o dei fratelli più grandi. Una volta ho suonato con Iggy, gli ho parlato dei Sonics e lui mi ha detto: “La prima vera band garage rock, hanno influenzato gli Stooges”.

Led Zeppelin – Immigrant Song (Led Zeppelin III; 1970)

Grazie ai miei fratelli più grandi ho ascoltato i Beatles, James Gang, Sly & the Family Stone e i Led Zeppelin prima ancora di sapere che esisteva la musica. Suonare come Bonham e Page l’attacco di Immigrant Song è inimmaginabile ma tutti abbiamo provato a fare quel fantastico urlo iniziale di Robert Plant. Ho visto i Led Zeppelin nel 1977 al King Dome di Seattle e sono stati incredibili.

The Damned – New Rose (Damned, Damned, Damned, 1977)

I primi due dischi dei Damned mi hanno fatto impazzire. New Rose è una bomba come tutte le altre canzoni, ne abbiamo fatta ovviamente una cover con i Guns’n’Roses perché amavo la batteria di Rat Scabies e la chitarra di Brian James. Una volta ad un evento ero seduto di fianco a Rat Scabies e mi ha fatto morire dal ridere, aveva un commento ironico per chiunque e mi ha svoltato la serata.

Motorhead – Ace of Spades (Ace of Spades, 1980)

Ero un punk di Seattle, ascoltavo Ac/Dc, Cheap Trick, Montrose e Cheap Trick, qualsiasi cosa che fosse davvero rock e potente, ma quando è uscito

Ace of Spades dei Motorhead ha mostrato a tutti che esisteva una direzione completamente nuova verso cui andare, una nuova prospettiva. Non conosco nessun musicista rock della mia generazione che non sia stato influenzato da Lemmy. Quando sono andato in tour con i Motorhead con la mia band solista Loaded  suonavo la chitarra con lui ogni sera, è stato fantastico. Mi ricordo una volta in cui ci siamo incontrati ad un evento a Londra, ero con mia moglie Susan che aveva un vestito supersexy, talmente trasparente che doveva coprirsi con un soprabito.

Io le ho detto: “Amore, c’è Lemmy. Lui è l’unico che può vedere come ti sta questo vestito”. Era Lemmy, dovevo rendere omaggio al padrino.

Prince – Something in the Water (Does Not Compute 1999, 1982)

Un disco molto importante per me. Vivevo a Seattle e l’eroina aveva distrutto tutto quello che avevo intorno: la mia fidanzata, l’amico con cui dividevo l’appartamento, i membri della mia band. Prince era una via di fuga. Ognuno di noi ha un disco che gli ha salvato la vita, per me è 1999: mi ha fatto capire che dovevo lasciare Seattle per diventare un musicista, mi ha dato il coraggio di farlo. Sono andato a vederlo in concerto una volta in Germania mentre eravamo in tour con i Guns’n’Roses ai tempi di Use Your Illusion. Uno dei suoi uomini mi ha detto che Prince voleva incontrarmi e salutarmi, e in quel momento mi sono reso conto che ero completamente ubriaco, non riuscivo a dire due parole. Lui è stato gentilissimo, io ero un disastro. Anni dopo però ha usato una cosa che avevo scritto su di lui nella presentazione di uno dei suoi tour, quindi sono contento solo che sapesse che io esistevo.

Ice-T – 6 ‘N the Mornin’ (Rhyme Pays, 1987)

Il mio primo concerto rap è stato Grandmaster Flash and the Furious Five a Seattle nel 1982. L’album Power di Ice-T è uscito mentre registravamo Appetite for Destruction con i Guns ed è stato una della colonne sonore di quel periodo. 6 In The Morning è un gran pezzo, Ice-T è bravo a raccontare storie. Nel rap di oggi mi piace Kendrick Lamar e Childish Gambino, le altre derivazioni non fanno per me. Rimango fermo alla roba Original Gangster. 

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