Ozzy Osbourne: "Il mio Dio del Rock è Lemmy Kilmister"

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Ozzy Osbourne: "Il mio Dio del Rock è Lemmy Kilmister"

Il Principe delle Tenebre in una recente intervista ha raccontato della loro incredibile amicizia

Durante una recente intervista rilasciata a Ozzy Osbourne ha parlato del genere rock e soprattutto di quale "leggendario" personaggio sia il suo personale Dio del Rock. Il principe delle Tenebre non ha avuto alcun dubbio indicando il nome di uno dei suoi più cari e compianti amici di sempre: Lemmy Kilmister.

"Il mio dio del rock è Lemmy Kilmister!" ha raccontato Ozzy nell'intervista "Lemmy era un ragazzo che la sparava dritta ogni volta. Una cosa o gli faceva schifo o gli piaceva, senza mezzi termini. Di solito sono bravo ad iniziare i testi, ma non riesco a finirli. E lui scrisse un mucchio di testi per le mie canzoni, come Mama, I'm Coming Home. Andò così, gli diedi una cassetta e avevo con me questo libro sulla seconda guerra mondiale. Non lo lessi e gli dissi 'Dimmi cosa ne pensi. Ho un sacco di questi testi. Dacci un'occhiata quando hai tempo'. E pensai che ci volesse una settimana. E lui mi rispose: 'Torna tra circa quattro ore'".

"Così tornai e lui mi disse: 'Cosa ne pensi di questi?'" ha continuato Ozzy raccontando del suo rapporto artistico con Lemmy, "io risposi: 'Oh, è fantastico!'. Poi aggiunse: 'E che ne pensi di questi?' E io gli dissi: 'Ne hai scritti due ...?' E lui mi rispose: 'No, ne ho fatto anche un altro. Sono tre'. Io gli risposi: 'Ma scritto tre serie di testi?!' E lui concluse dicendo: 'Sì, e quel libro faceva pure schifo!' Io replicai: "Quale libro?" e lui: 'Il libro che mi hai dato'".

"Era un lettore veloce!" ha concluso Ozzy, "Poteva leggere molto velocemente. Era fantastico! Guardi persone come Lemmy e pensi, 'Oh, è uno a cui piace scherzare (un giovane maleducato, rumoroso e aggressivo).' Ma era molto colto".

La scomparsa del leader dei Motörhead nel 2016 è stato davvero un brutto colpo per Ozzy perché era molto legato a lui: «La sua morte mi ha davvero distrutto – ha raccontato – era un brav’uomo. A guardare Lemmy potevi pensare che avesse solo due neuroni, ma in realtà sapeva il fatto suo. Avreste dovuto vedere il suo appartamento, sembrava l’Imperial War Museum. Di solito gli compravo dei pugnali nazisti quando ero in giro in tour e poi glieli davo al mio ritorno. Credo avesse 10.000 dannati pugnali tedeschi!». 

L’ultima esibizione di Lemmy con i Motörhead risale a poco tempo prima della sua morte e Ozzy ricorda bene quel triste periodo: «Non riesco ancora a credere quanto fosse diventato magro – ha detto – era un dannato mucchio d’ossa. Mi resi conto che era molto malato, ma lui lo teneva per sé. Gli telefonai il giorno che morì. Io e Sharon avevamo deciso di andare a trovarlo. Chiamai a casa sua e non so chi diavolo rispose ma avrei voluto sentirmi dire che potevo andare da lui. Dopo tre o quattro chiamate, mi dissero ‘È morto’».

Con Lemmy, insomma, Ozzy aveva un rapporto davvero speciale, qualcosa che non ha avuto con molte altre persone. Con Elton John, ad esempio, sono amici da tempo eppure non hanno mai fatto baldoria insieme: «Credo che nessuno de due avrebbe superato gli anni ’90 se lo avessimo fatto – ha spiegato il Principe delle Tenebre parlando del Baronetto – ricordo che anni fa Sharon mi portò a un suo concerto e il suo camerino sembrava un bar pieno di qualsiasi tipo di alcolico. Eppure riusciva a fare pure sette concerti consecutivi. Una volta gli dissi ‘Come diavolo fai a continuare a cantare?’. Nel mio caso, invece, mi bastava anche solo pensare alla cocaina per f******i la voce».

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