Pearl Jam: la vera storia di Wishlist, l'inno di Eddie Vedder dedicato alla bellezza della vita

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Pearl Jam: la vera storia di Wishlist, l'inno di Eddie Vedder dedicato alla bellezza della vita

Il 5 maggio 1998 i Pearl Jam pubblicavano il singolo tratto dall'album Yeld: «Un esercizio di scrittura seguendo un flusso di coscienza»

Il 5 maggio 1998 i Pearl Jam pubblicano Wishlist, secondo singolo dall’album Yeld ed entrano nella top ten americana al numero 6 grazie al suono avvolgente, alla melodia semplice, all’assolo di chitarra suonato da Eddie Vedder usando un effetto EBow e al testo che il cantante dei Pearl Jam ha descritto come «Un esercizio di scrittura seguendo un flusso di coscienza». Wishlist è un elenco di desideri, una collezione di immagini che rappresentano la ricerca di una semplice bellezza nella vita, in cui Eddie Vedder descrive sé stesso e intercetta i sentimenti del pubblico.

Vorrei essere la luna piena che si riflette sul cofano della tua Camaro” è una dedica a sua moglie Beth Liebling, bassista della band di Seattle Hovercraft, “Vorrei essere un messaggero e tutte le notizie che porto sono buone” è una massima universale, “Vorrei essere una canzone alla radio per cui alzi il volume” è la celebrazione del potere del rock’n’roll,

Vorrei essere la ragione per cui cinquanta milioni di mani si sollevano verso il cieloun omaggio al pubblico dei Pearl Jam e “Vorrei essere un marinaio che qualcuno sta aspettando, vorrei essere così fortunato quanto sono io” è l’autoritratto più sincero di Eddie Vedder. I Pearl Jam suonano Wishlist dal vivo la prima volta il 12 novembre del 1997 a Sant Cruz in California, la lanciano con un’intensa esibizione al David Letterman Show nel maggio 1998 e da allora ogni volta che la suonano dal vivo la trasformano allungandola in una jam session (nel dvd Live at Garden registrato al Madison Square Garden di New York nel 2003 la uniscono ad una cover di Why Can’t I Touch It? dei Buzzcocks), mentre Eddie Vedder cambia la lista dei desideri a seconda dell’ispirazione.

Tutti in questo pezzo che i critici della rivista Rolling Stone hanno definito “Forse la canzone più semplice che i Pearl Jam abbiano mai fatto, ma anche la più emozionante” nasce dall’improvvisazione, dal suono diretto e dalla libertà espressiva che i Pearl Jam stanno cercando nel loro quinto album Yeld

La band lavora a Seattle nello Studio X e nello Studio Litho di Stone Gossard insieme al produttore Brendan O’Brien: «Un giorno Mike McCready ha prenotato una session in un altro piccolo studio, c’eravamo solo io, lui e un amico che suonava la batteria. Non abbiamo bisogno di disciplina, non dobbiamo sederci e insegnare all’altro le parti da suonare quindi tutto è nato da una semplice progressione di accordi e io mi sono lasciato andare alla mia lista dei desideri» ha detto Eddie Vedder «All’inizio Wishlist era lunga oltre otto minuti, poi ho riascoltato tutto il nastro e ho scelto i desideri migliori».

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