Quentin Tarantino, Pulp Fiction avrebbe potuto durare più di tre ore. Ecco le scene tagliate

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Quentin Tarantino, Pulp Fiction avrebbe potuto durare più di tre ore. Ecco le scene tagliate

Da Vincent Vega ad Amsterdam all'interrogatorio di Mia Wallace, le scene non entrate nel montaggio finale

Il regista più rock’n’roll di Hollywood, Quentin Tarantino, ci ha messo 154 minuti per entrare nella storia del cinema. È la durata del suo capolavoro, Pulp Fiction, premiato nel 1994 con la Palma d’Oro a Cannes e con un Oscar come miglior sceneggiatura originale (era candidato per sette statuette, tra cui anche quella come miglior film).

Un film indipendente che è diventato un punto di riferimento di linguaggio e tecnica influenzando il cinema e in generale i media per i decenni successivi, senza dimenticare la colonna sonora, scelta personalmente da Tarantino, che entra in classifica in America al numero 21.

In un’intervista ripresa dal sito di cinema screenrant, Tarantino ha raccontato però che c’erano altri 24 minuti di film che lui e la montatrice Sally Menke hanno deciso di non inserire nella versione finale di Pulp Fiction. Non perché non fossero al livello della altre, anzi. Il processo creativo frenetico di Tarantino, che al tempo aveva 31 anni e un solo film all’attivo, Reservoir Dogs del 1992 e la sua attitudine da rockstar che vuole lasciare il segno a Hollywood cambiando le regole lo hanno portato a scrivere altre cinque scene, che ha eliminato per non rendere il film troppo lungo e perché come ha raccontato: «In ogni film ci sono almeno cinque scene in più. Le riguardi e capisci che sembrano un po’ fuori contesto».

Pulp Fiction è costruito su tre storie, “Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace”, “L’orologio d’Oro” e “La situazione Bonnie” intrecciate tra loro e raccontate in ordine non cronologico, con protagonisti il pugile Butch Coolidge, i killer Vincent Vega e Jules Winnfield e Mr.Wolf, più l’epilogo “The Diner” con la coppia di rapinatori Ringo “Pumpkin” e Yolanda “Honey Bunny”.

Nella prima stesura del film, Tarantino ne aveva allungata qualcuna e aggiunte altre. Due in particolare sarebbero state assolutamente cult: quando Vincent Vega (interpretato da John Travolta) va a prendere la moglie di Marsellus Wallace, Mia (la musa di Tarantino Uma Thurman), lei gli apre la porta, lo riprende con una telecamera e lo intervista per capire chi è, scoprendo per esempio che la cantante Suzanne Vega è sua cugina.

Un’altra storia è quella di Vincent Vega ad Amsterdam, dove ha gestito un club per conto di Marsellus, un viaggio suggerito in alcuni dialoghi («Sai cosa ci mettono sulle patatine in Olanda al post del ketchup?» dice Vincent a Jules, «La maionese») che Tarantino voleva sviluppare in un altro film mai realizzato, “Double V Vega” raccontando le folli avventure in Olanda di Vincent con suo fratello Vic Vega, uno dei protagonisti di Reservoir Dogs

Anche senza le cinque scene extra, Pulp Fiction è diventato un film indimenticabile per il montaggio, i monologhi e i dialoghi strepitosi e le scene di violenza esasperate, disturbanti e comiche allo stresso tempo.

È la caratteristica del genere letterario “pulp”  nato in America intorno al 1920 con le storie pubblicate a puntate sui Pulp Magazine stampati su carta di bassa qualità (pulp in inglese è la polpa di legno non rifilata), un formato economico inventato dall’editore Frank Munsey nei primi del ‘900 con Munsey’s Weekly, Railroad Man’s Magazine e The Ocean: «Riviste fatte da gente comune per gente comune, con belle foto, buone risate e storie interessanti sull’umanità» come venivano presentate. Tarantino lo porta al cinema, ispirandosi anche ai film del genere “poliziottesco” italiano anni ’70 (da “Milano Calibro 9” di Fernando Di Leo a “Roma a mano armata” di Umberto Lenzi), riempiendolo di citazioni dalla storia del cinema e della televisione e di grande musica rock, surf e soul e rilanciandolo nella cultura pop anni ’90, ispirando i libri di Chuck Palahniuk (Fight Club è uscito nel 1996), i film di Robert Rodriguez (Grindhouse, Sin City, Machete) e molto altro.

Chissà cosa sarebbe successo se Pulp Fiction fosse durato 24 minuti in più.

Intanto, si è preso un posto tra i registi più amati dal pubblico: «Quando le persone mi chiedono se sono andato a scuola di cinema rispondo: no, sono andato al cinema».

 

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