KISS, Paul Stanley sui Greta Van Fleet: “non credo che sia una cosa buona essere il clone di qualcun altro”

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KISS, Paul Stanley sui Greta Van Fleet: “non credo che sia una cosa buona essere il clone di qualcun altro”

Secondo il frontman della leggendaria band la somiglianza al gruppo di Jimmy Page e Robert Plant sta danneggiando i giovani musicisti

Uno dei nuovi gruppi che maggiormente hanno attirato l’attenzione negli ultimi tempi sono i Greta Van Fleet: la rock band americana, sin dagli esordi, è stata accusata di imitare i Led Zeppelin. I musicisti hanno detto che il leggendario gruppo di Jimmy Page e Robert Plant rappresenta una fonte d’ispirazione per loro, spiegando, però, che imitarli non è mai stata una loro intenzione.

Nonostante queste loro dichiarazioni, però, ancora adesso i fratelli Kiszka e compagni continuano a essere paragonati ai Led Zeppelin. Tanti artisti si sono espressi su di loro: c’è chi li ha elogiati, chi li ha criticati e chi ritiene che questa loro vicinanza alle leggende del rock li stia danneggiando.

La pensa così, ad esempio, Paul Stanley. Durante un’intervista per Lipps Service, il frontman dei KISS ha detto: “Penso che i Greta Van Fleet siano finiti in una voragine. Quando esci fuori dal nulla e vieni paragonato alla più grande band della storia, allora sei davvero nei guai. E loro sono così giovani. La canzone Highway Tune che hanno realizzato era davvero fantastica. Cercare di trovare il proprio equilibrio per dare un seguito a qualcosa del genere e per riuscire a lavorare sotto il peso di quel grande fardello, penso che costi davvero caro. Vedremo cosa accadrà adesso. In generale – ha sottolineato – non credo che sia una cosa buona essere il clone di qualcun altro. Quel che voglio dire è che io non ho inventato la ruota, ma ho preso le mie influenze e le ho sviluppate per creare qualcosa di mio. Chi erano queste influenze? Io adoravo Steve Marriott, Robert Plant, Rod Stewart, Sam Cook, Dannis Ruffin e tanti altri”.

Paul Stanley ha raccontato di essere da sempre un grande fan dei Led Zeppelin, quindi può comprendere il fascino che questa band ha avuto sui Greta Van Fleet: “Vidi per la prima volta questa grande band nell’agosto del 1969 – ha detto – è stata l’esperienza più vicina alla religione che io abbia mai vissuto. Mi riferisco alla sinergia, alla sensualità e alla potenza che arrivava dal palco, era qualcosa di mistico. Ciò che stavano creando a livello sonoro era folle. Robert Plant arrivava a note che chiunque credeva fossero inarrivabili in quel modo, a voce piena e senza alcun sforzo. Per non parlare di ciò che riusciva a fare Jimmy Page. L’intera band era come posseduta nel modo migliore, per me fu fondamentale perché realizzai che avevano definito un livello che io non avrei mai potuto raggiungere, anche se alla fine bisognerebbe sempre provarci. Qualcuno doveva fissare uno standard ed è importante sapere che esiste, sia che tu riesca a raggiungerlo, sia in caso contrario. Ma la vita – ha proseguito – è così interessante, perché io ero lì a guardare i Led Zeppelin. Poi, quarant’anni più tardi, Jimmy è venuto a vedere me durante un concerto, la vita è davvero incredibile”.

In quattro decenni il mondo della musica è cambiato tantissimo ed è inutile negarlo, ma Paul Stanley non vuole cadere nei luoghi comuni: “È molto facile cadere nella trappola e dire ‘Oh, quando io ero giovane la musica era così grandiosa’ – ha detto – questo è ciò che dicevano i nostri genitori e, non a caso, era ciò che dicevano, a loro volta, anche i loro genitori. Quindi è facile perdere il contatto perché non riesci a relazionarti con qualcosa che va adesso, pensando che ciò che facevi tu fosse migliore”.

Penso che gli artisti più interessanti di oggi siano quelli che hanno qualcosa di mistico e che si riconoscono in quel tipo di star system – ha detto ancora il frontman dei KISS – ad esempio, Lady Gaga è una star, ha l’aspetto di una star e si comporta come una star. Ariana Grande ha una bella voce e una personalità forte, anche Pink e così via. Ciò che è interessante notare per me è che ho menzionato principalmente artiste donne. Penso che molti artisti uomini abbiano mancato il bersaglio. Penso che Post Malone sia grandioso. Penso che sia importante avere qualcosa che ti distingua. Ad esempio, i Foo Fighters, sono loro l’ultima band e stiamo parlando di 30 anni che sono trascorsi. È assurdo – ha concluso – perché quando parlo con qualcuno spesso dico ‘Oh sì, le nuove band, penso ai Foo Fighters…”. Paul Stanley, dunque, sostiene che oggi gran parte degli artisti non riescano a far uscire fuori la propria personalità e spera che i Greta Van Fleet riescano a uscire da quella voragine in cui sono finiti, per dimostrare a tutti il loro talento.

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