Nirvana, Butch Vig ricorda la lavorazione di Nevermind: “Kurt era soggetto a frequenti sbalzi d’umore, non fu facile capirlo”

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Nirvana, Butch Vig ricorda la lavorazione di Nevermind: “Kurt era soggetto a frequenti sbalzi d’umore, non fu facile capirlo”

Il produttore del leggendario disco ricorda il primo incontro con la band e la prima volta in cui ascoltò Smells Like Teen Spirit

Kurt Cobain aveva un carattere particolare e non era semplice capirlo e rapportarsi con lui. Lo sa bene Butch Vig, lo storico produttore discografico entrato in scena nella carriera dei Nirvana con l’album Nevermind, il disco uscito nel 1991 che ha di fatto portato la band al successo internazionale. Il noto producer ha subito intuito le potenzialità di questo disco che, infatti, è diventato una pietra miliare del grunge e del rock in generale; tuttavia, la lavorazione dello stesso, almeno all'inizio, non fu proprio una passeggiata, proprio perché per lui non fu facile comprendere i comportamenti di Cobain.

In un’intervista per BBC 6 Music, Butch Vig ha raccontato alcuni momenti importanti risalenti a quel periodo, ad esempio il suo primo incontro con la band: “Quando li ho conosciuti Dave Grohl non faceva ancora parte del gruppo – ha detto – alla batteria c’era Chad Channing e tutti insieme si erano trasferiti da Seattle per lavorare agli Smart Studios di Madison, in Wisconsin, per registrare quello che era destinato a diventare un album per l’etichetta Sub Pop”.

Mi pare avessimo programmato sei o sette giorni di lavoro – ha proseguito – e io pensai subito che fossero semplicemente incredibili. Erano davvero geniali, divertenti, coinvolgenti e, tra l’altro, quelle furono delle session piuttosto grezze, perché erano stanchi dai recenti concerti e la voce di Kurt aveva risentito del fatto che aveva cantato ogni sera. Ma la cosa più difficile per me – ha sottolineato – fu realizzare che Kurt avesse questi intensi sbalzi d’umore, per colpa dei quali non riuscivi mai a sapere quando si isolava con i suoi pensieri. Il primo giorno ricordo che ci stavamo preparando per registrare quando, a un certo punto, Kurt poggiò a terra la sua chitarra e si andò a sedere in un angolo. Io gli chiesi ‘Va tutto bene? Hai bisogno di qualcosa?’. Allora Krist Novoselic mi prese da parte e mi disse ‘È tutto ok, è solo che ogni tanto lui ha questi momenti particolari, dobbiamo semplicemente lasciarlo da solo e ne uscirà’. In effetti – ha concluso – circa un’ora e mezza dopo, Kurt si alzò, riprese la sua chitarra e disse ‘Andiamo’. Così iniziammo a registrare”.

In seguito, Butch Vig ha imparato a conoscere Kurt e a comprendere i suoi stati d’animo: “In un certo senso ho capito come comportarmi in quei casi – ha detto ancora – a parte questo, loro erano davvero sensazionali. Krist riuscì a mantenere il suo senso dell’umorismo anche quando ci furono delle tensioni durante la sessione di registrazione, perché Kurt non era molto soddisfatto del modo di suonare di Chad. Io mi accorsi subito che la tensione stava crescendo. Infatti, sei mesi dopo, il batterista lasciò la band e gli altri chiesero a Dave Grohl di prendere il suo posto”.

Il resto è storia. Tuttavia, bisogna riconoscere che, nell’ascesa verso il successo dei Nirvana, anche Butch Vig ha ricoperto un ruolo importante: “Penso di essermi trovato bene con loro perché avevo una sensibilità pop – ha spiegato il produttore – elemento che ho sempre sostenuto per fare in modo che risaltasse nelle loro canzoni. C’è da dire, però, che io avevo un background punk e penso sia questo ad aver colpito la band più di qualsiasi altra cosa, il mio ‘pedigree’ punk. Inoltre – ha proseguito – qui stiamo parlando dei demo per la Sub Pop, ma poi, quando siamo andati a registrare davvero Nevermind, Kurt aveva già scritto queste canzoni incredibilmente coinvolgenti e io volevo davvero assicurarmi che facessero tutto nel modo giusto. Loro si sono fidati di me. A volte capitava che Kurt non volesse fare qualcosa. Di solito, però, riuscivo sempre a trovare un modo per convincerlo a fare un doppio tracking della chitarra o della parte vocale, o a registrare di nuovo qualcosa se pensavo potesse essere fatta meglio. E lui lo faceva, quindi tra di noi c’era davvero un bel rapporto a livello lavorativo”.

Il sodalizio tra i Nirvana e Butch Vig diede i suoi frutti visto il successo dell’album; di quel periodo, inoltre, il produttore ricorda con particolare affetto un altro momento insieme alla band, ossia quando ascoltò per la prima volta la canzone Smells Like Teen Spirit: “Fu durante una prova nella zona nord di Hollywood e ascoltarla mi mise davvero a tappeto – ha rivelato il produttore – entrai nella stanza mentre loro stavano sistemando la strumentazione e quella fu anche la prima volta che incontrai Dave Grohl. Lui non aveva alcun microfono alla batteria, mentre sia Krist che Kurt avevano degli amplificatori a un volume incredibile e dotati persino di microfoni. Nonostante questo, il suono di Dave si sentiva in modo molto potente, sembrava innalzarsi al di sopra della chitarra e del basso”.

Così loro eseguirono quel brano – ha proseguito – ricordo che io continuavo a camminare avanti e indietro pensando ‘Oh mio Dio, è incredibile’. Quando finirono mi chiesero cosa ne pensassi e io risposi ‘Suonatelo di nuovo’. Stavo cercando di capire cosa ci fosse bisogno di fare. In realtà poi non ho dovuto fare un grosso lavoro di arrangiamento su quel pezzo. Dopo la pubblicazione del singolo, loro iniziarono a fare le prove ogni giorno per sei mesi. Erano davvero concentrati sul lavoro ma io – ha concluso – sapevo sin dall’inizio che Teen Spirit era qualcosa di speciale”. In effetti, quella canzone divenne ben presto il grido di ribellione di un'intera generazione e, ancora oggi, è tra i brani più amati e conosciuti dei Nirvana.

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