Il bassista storico degli Scorpions Francis Buchholz è morto dopo una battaglia contro il cancro. La notizia è stata diffusa dalla famiglia lo scorso 23 gennaio con un post pubblicato su Facebook.. Aveva 71 anni.
“È con immensa tristezza e il cuore spezzato che condividiamo la notizia che il nostro amato Francis è passato a miglior vita ieri dopo una battaglia privata contro il cancro. Se n’è andato serenamente, circondato dall’amore. I nostri cuori sono distrutti. Durante tutta la sua lotta contro il cancro siamo stati al suo fianco, affrontando ogni difficoltà come una famiglia – proprio come ci ha insegnato lui.”
Francis Buchholz ha fatto la sua prima apparizione negli Scorpions nel 1974 con l’album Fly to the Rainbow e ha continuato a suonare con la band fino al tour Crazy World Live: Berlin 1991. Insieme alla band ha pubblicato circa 12 album, suonando in brani iconici come Still Loving You, Rock You Like a Hurricane e Wind of Change. Nel 1990 ha scritto anche il brano Kicks After Six, contenuto Crazy World.
Gli Scorpions hanno reso omaggio al loro ex membro con un comunicato ufficiale su Instagram:
“La sua eredità nella band vivrà per sempre e ricorderemo sempre i tanti bei momenti che abbiamo condiviso insieme.”
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Buchholz era nato il 19 febbraio 1954 ad Hannover, nell’Ovest della Germania. Prima di unirsi agli Scorpions aveva suonato nella band Dawn Road insieme al futuro chitarrista degli Scorpions Uli Jon Roth. Dopo il suo periodo negli Scorpions, aveva continuato a collaborare con Roth e aveva fatto parte dei Temple of Rock di Michael Schenker, registrando con loro due album. La sua apparizione più recente con gli Scorpions era stata Live Bites del 1995, che includeva registrazioni di concerti risalenti al 1988.
In una dichiarazione ufficiale la famiglia ha voluto ringraziare i fan di tutto il mondo per il loro incrollabile affetto: “Gli avete dato il mondo e lui vi ha dato in cambio la sua musica. Anche se le corde ora sono silenziose, la sua anima vive in ogni nota che ha suonato e in ogni vita che ha toccato.”

