Nel 2021, Paul McCartney ha fatto una dichiarazione che è entrata nella storia: «Non firmerò più autografi e non farò più foto con le persone. Non sarebbe meglio parlare e scambiarci storie?». Una presa di posizione ironica e radicale da parte del genio che con i Beatles ha creato il meccanismo stesso del pop e arrivato ad una certa età (anche Ringo Starr ha smesso di fare autografi nel 2008) ha deciso di eliminare questo aspetto della sua vita. «Sapete tutti come mi chiamo e chi sono, che senso ha scrivere il mio nome su un pezzo di carta o sul retro di una ricevuta qualsiasi?» ha ironizzato Paul, «Lo stesso vale per le foto: di solito è un’immagine scadente con un brutto sfondo e la mia faccia un po’ triste». Oggi che ha quasi 84 anni (il suo compleanno è il 18 giugno) ha spiegato le ragioni profonde di questa decisione, dicendo quanto gli costi a livello psicologico un tipo di interazione con le persone basata solo sul concetto di fama e celebrità. Riuscire a comunicare con le persone in modo semplice e diretto lo aiuta a restare sé stesso: «Dico sempre a tutti: mi dispiace, non faccio foto. È molto importante per me. Nel momento in cui penso di essere qualcosa di diverso da quello che sono, non mi piaccio più. Voglio essere solo me stesso».
i tempi dei Beatles, ha spiegato Paul, essere riconosciuti era un’esperienza nuova ed esaltante. «Non c’è niente di male a desiderare il successo o la fama, o anche i soldi» ha spiegato, «Se hai un lavoro, cerchi una promozione. È così per tutti». Quello che si è guastato è il meccanismo che ha portato alla celebrity culture e all’ossessione per l’approvazione degli altri e anche al fenomeno degli influencer in cui il talento è meno importante della visibilità: «Le celebrità che si lamentano dell’attenzione del pubblico non esisteva ai tempi dei Beatles» ha detto Paul, «Mettere dei confini aiuta a rimanere autentici».
Quindi niente foto per Sir Paul: «Quando mi chiedono perché non voglio fare foto, rispondo con un lungo racconto: negli anni 60 nella costa del sud della Francia, a Saint Tropez, c’erano questi fotografi che portavano con sé una scimmia. Se pagavi, potevi fare una foto con la scimmia. Io non voglio sentirmi come quella scimmia. Voglio essere me stesso, e non qualcun altro».

