Quando aveva appena diciotto anni, Paul Weller scrive il testo di un pezzo che diventa un inno della working class di Londra, In The City. “Una canzone che parla dell’esigenza di scappare, di andare via dalle periferia” ha raccontato Paul Weller descrivendo la sua vita: figlio di un tassista e di una donna delle pulizie, è cresciuto a Woking a 30 chilometri a nord di Londra, “Per noi, la città era il posto dove succedeva tutto: i club, la musica, i concerti. Era un sogno di periferia.”
È il primo singolo della band che forma con Rick Buckler e Bruce Foxton, i The Jam, un power trio che mischiando estetica Mod e immediatezza punk rock definisce il suono britannico degli anni 80. In The City esce il 29 aprile 1977 ed entra nella Top 40, lanciando la carriera dei Jam che nel 1979 arrivano al numero 3 con Eton Rifles e nel marzo 1980 raggiungono il primo posto in classifica con Going Underground prima di sciogliersi nel 1982, quando Paul Weller decide di seguire una nuova direzione artistica con il progetto Style Council. L’origine di In The City è nella sottocultura Mod (“Sarò sempre un Mod, potete seppellirmi con l’abito a tre bottoni addosso” ha detto una volta Paul Weller), nel suono delle Rickenbacker alla Beatles e nelle influenze soul e R&B: “L’ho scritta mentre ero nella mia fase Who, dopo aver visto i Clash e i Sex Pistols. Volevo catturare quel momento di entusiasmo.”
Pochi mesi dopo, il 14 ottobre 1977 i Sex Pistols pubblicano Holidays in the Sun, il quarto singolo dal loro primo e unico album Never Mind the Bollocks: Here’s the Sex Pistols. Un brano con una struttura musicale, in particolare la linea di basso dell’intro, molto simile a quella di In the City. Pochi lo notano, mentre i Sex Pistols accendono la scintilla anarchica e ribelle del punk londinese, ma Glen Matlock, bassista che ha suonato nelle tracce di Never Mind the Bollocks prima di lasciare la band, sostituito da Sid Vicious, lo ha ammesso sinceramente: “Era abbastanza normale al tempo rubare dagli altri, se non ci avete fatto caso anche il giro di basso di Anarchy in the Uk è stato preso da Had Me a Real Good Time dei Faces. Holidays in the Sun è una rivisitazione di In the City. La cosa divertente è che Sid Vicious glielo ha detto in faccia: si sono incontrati in un club di Londra e lui ha iniziato a prenderlo in giro. Paul non l’ha presa bene e l’ha steso, Sid ha finito la serata in ospedale.”
È successo allo Speakeasy Club su Marlbourough Street, e anche Paul Weller ha confermato: “Mi ha aggredito e io ho risposto. Non mi interessava il fatto che mi avessero copiato, in fondo tutti prendiamo idee dagli altri, però mi ha dato una testata. Non ne vado fiero ma è andata così e alla fine mi hanno buttato fuori dal club. Lui ha iniziato e io ho finito.”

