Fontaines D.C., dai banchi di scuola di Dublino alla poesia punk: "aver scritto un paio di buoni album non fa di noi degli esperti"

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Fontaines D.C., dai banchi di scuola di Dublino alla poesia punk: "aver scritto un paio di buoni album non fa di noi degli esperti"

Il frontman Grian Chatten: "Vorrei dimenticare le nostre prime canzoni, altrimenti nella musica avremmo sempre le stesse idee"

I Fontaines D.C. hanno vinto il primo premio della loro carriera, iniziata solo cinque anni fa dopo gli studi al Britsh Irish Modern Music college nella loro città, Dublino in Irlanda. Dopo essere stati scelti come band dell’anno dal sito del negozio di dischi più importante del Regno Unito, Rough Trade Record nel 2019 con l’album di debutto Dogrel ed essere stati nominati per un Grammy Award con il secondo album A Hero’s Death nel 2020, la band guidata dal cantante-poeta Grian Chatten (gli altri membri sono Carlos O'Connell, Conor Curley, Conor Deegan e Tom Coll) è stata votata dalla rivista NME come Best Band in the World ai BandLab Awards 2022 grazie al successo di critica e pubblico del loro terzo album Skinty Fia.

Un disco che secondo Grian Chatten è una rivendicazione di suono, identità e appartenenza irlandese e al tempo stesso un ammissione di colpevolezza in chiave punk rock per aver lasciato l’Irlanda e aver iniziato una carriera da nuovi dominatori della musica britannica.

Si sono trasferiti a Londra, hanno affrontato la separazione da Dublino e dalla sua cultura («E’ difficile mantenere un contatto con la tua identità irlandese quando lasci l’Irlanda» ha detto il batterista Tom Coll) e come ha raccontato Grian Chatten: «Siamo diventati più coraggiosi e ci siamo liberati dalla paura». I Fontaines D.C. parlano della situazione economica del loro paese, della gentrificazione di Dublino e delle profonde differenze con l’Inghilterra, ma non vogliono essere considerati una band politicizzata: «Racconto le cose che sono successe nella mia vita, sullo sfondo delle tensioni sociali irlandesi. Da un punto di vista sonoro, quando le nostre canzoni si fermano e diventano pura atmosfera, riflettono la mia sensazione di quiete dopo aver affrontato tutti gli argomenti di cui mi interessa parlare».

In Skinty Fia ci sono le sue riflessioni personali sulla vita, l’ossessiva dichiarazione di amore a Dublino in I Love You e le chitarre dark e l’atmosfera sognante del pezzo più ispirato, Roman Holiday scritta per convincere sé stesso e la sua ragazza a trasferirsi a Londra, ma non c’è nessun inno irlandese: «Ho iniziato a scrivere canzoni con la chitarra quando avevo nove anni. Due decenni dopo, le persone cercano da me delle risposte. Cosa ne so io? Il fatto di aver scritto un paio di buoni album rock non fa di te un professore o un esperto. Non mi interessano queste cose». 

Skinty Fia è andato al numero uno in classifica in Irlanda e in Inghilterra e li ha lanciati in tour in America, dove resteranno fino a fine maggio (gli ultimi concerti sono due date al Regent Theater di Los Angeles) prima di tornare in Europa e arrivare in Italia il 7 giugno a Bologna e l'8 giugno a Milano . Continueranno a suonare fino a dicembre 2022, con due date alla prestigiosa Ulster Hall di Belfast e nel febbraio 2023 faranno quattro date in Australia. Il futuro del rock è nelle chitarre, nelle atmosfere e nelle strofe di poesia punk dei Fontaines D.C., e Grian Chatten sa già quale direzione artistica vuole prendere «Mi piacerebbe dimenticare come si suonano le canzoni del nostro primo album» ha detto, «Altrimenti nella nostra musica avremmo sempre le stesse idee».

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