L'alcool è sempre più diffuso nel mondo scientifico: ecco perché è stato vietato il consumo durante le conferenze e i meeting

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L'alcool è sempre più diffuso nel mondo scientifico: ecco perché è stato vietato il consumo durante le conferenze e i meeting

Gli organizzatori: "Un tempo si andava sempre al bar della facoltà a bere. Oggi è un comportamento sempre meno frequente"

Lo scorso ottobre la Geological Society of America ha annunciato la propria riunione annuale, per la prima volta in presenza dopo due anni, con una nuova regola: niente alcol durante il ricevimento. È un decisione che nasce dalle nuove prese di posizione della comunità scientifica americana e dei paesi anglosassoni.

Il punto di partenza è l’inclusività: alcune persone potrebbero non apprezzare la presenza di alcol per ragioni culturali, religiose o problemi di salute. Ma c’è anche un’alta questione: «Il consumo di alcol sembra essere sempre più diffuso nel mondo scientifico» spiega Gabi Serrato Marks, una ricercatrice che collabora con università prestigiose come l’MIT di Boston e Harvard «Non si dovrebbe bere nello stesso luogo in cui si lavora. Le esperienze con l’alcol nelle presentazioni, nelle conferenze e nelle riunioni sono sempre state negative». Niente brindisi per festeggiare il raggiungimento di un risultato o la buona riuscita di un esperimento, almeno non in presenza di chi pensa che sia tempo di separare la scienza dall’alcol. Anche in Australia è in atto un cambio di rotta: «Un tempo si andava sempre al bar della facoltà a bere, fare amicizia, creare legami» dice un ricercatore, «Oggi è un comportamento sempre meno frequente». Amy Riches, professoressa di geochimica all’Università di Edimburgdi ha organizzato una conferenza nel novembre 2022 in cui non è previsto il consumo di alcol (anche per abbassare i costi e usare i fondi per altre cose come gli interpreti del linguaggio dei segni) ma si incoraggiano i partecipanti a incontrarsi fuori e andare a bere qualcosa insieme: «Non si tratta di escludere le persone che vogliono rilassarsi o stringere amicizia bevendo, ma di creare un ambiente tranquillo e sicuro per tutti».

L’altra soluzione è spostare l’attenzione sul cibo come momento di socialità («Nessuno è mai caduto da una sedia ubriaco perché ha mangiato troppe cupcake» dice Serrato Marks) e promuovere il consumo di bevande non alcoliche: «Così nessuno si sente isolato perché non ha un bicchiere in mano, e non deve rispondere alla domanda: perché non bevi?».

Nessuno può controllare quello che succede nei laboratori di ricerca, dove gli scienziati sono liberi di esprimere sé stessi per ottenere i migliori risultati, ma nelle università la tendenza è quella di seguire le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui dal 2016 a oggi, 105 paesi hanno vietato il consumo di alcol sul posto di lavoro.

Intanto l’evento della Geological Society of America è filato liscio. Nessuno ha fatto riferimento alla mancanza di alcol durante la conferenza. Probabilmente, molti si sono lamentati dopo.

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