The White Stripes, la vera storia di come è nata Seven Nation Army

Rock News

The White Stripes, la vera storia di come è nata Seven Nation Army

La canzone è diventata un vero e proprio inno del rock mondiale (specialmente per noi italiani nel 2006)

Oggi Jack White è considerato come uno dei chitarristi più innovativi della sua generazione. Il suo percorso musicale è iniziato con i White Stripes, il duo composto da lui e dalla sorella Meg. Nella storia del rock spesso la semplicità si è rivelata essere la chiave del successo; è accaduto a tanti artisti e anche ai due fratelli, che sono diventati famosi, infatti, con una canzone che ha come base un riff estremamente semplice.

Stiamo parlando di Seven Nation Army, la hit che è diventata popolare in brevissimo tempo, per poi trasformarsi in un vero e proprio inno del rock; pubblicata ben diciassette anni fa, ancora oggi la canzone viene spesso utilizzata anche in occasioni che non riguardano direttamente la musica, come ad esempio durante le partite di calcio, quando viene intonata dai tifosi. Per Jack White questo è quasi un onore: “Non c’è nulla di più bello nella musica – ha detto – di quando le persone accolgono una melodia e le permettono di entrare nel pantheon della musica folk”.

Di questa canzone, in effetti, il pubblico ricorda e intona quasi sempre le note che compongono il riff, piuttosto che le parole del testo, come accade normalmente. Questo è un evento piuttosto raro nella storia della musica: uno dei pochi casi del passato forse è quello dei Deep Purple con Smoke On The Water, il cui riff è ben noto a tutti.

Dietro la hit Seven Nation Army si nasconde una storia molto interessante: è stata composta dai fratelli White durante un tour in Australia ed è stata registrata in origine nel 2002; tuttavia, il brano non fu pubblicato prima del 2003, quando fu incluso nel quarto album del duo, intitolato Elephant. Nonostante questo disco contenga canzoni notevoli, come Black Math e Ball and Biscuit, il brano che è rimasto maggiormente impresso nel pubblico è stato proprio Seven Nation Army.

In un’intervista per The Independent, Jack White ha spiegato che il celeberrimo riff è uscito fuori quasi per caso: “Suonai quelle note di nuovo e mi sembrarono interessanti – ha detto – pensai che se mi fosse stato chiesto di scrivere il futuro theme di James Bond, il riff giusto sarebbe stato proprio quello”. Il destino della canzone, invece, non fu quello di finire nella colonna sonora del nuovo capitolo della saga dell'agente 007, bensì quello di raccontare un aspetto della vita privata dei due musicisti. La storia raccontata nel testo è familiare a tante persone: il protagonista teme che i suoi amici possano parlare male di lui. “Si sente così male che deve lasciare la città – ha spiegato l’autore – ma poi si sente così solo che alla fine ritorna. La canzone parla di gossip. Parla di me, di Meg e delle persone che frequentavamo”.

Nonostante questa spiegazione, il testo di questa hit risulta ancora difficile da comprendere. In un’altra intervista per Rolling Stones, Jack White ha aggiunto: “Seven Nation Army è stata composta con riferimento a due persone in particolare che conoscevo a Detroit – ha detto – parla dei pettegolezzi, della diffusione delle bugie e della reazione delle persone di fronte a tutto questo. È nata dalla frustrazione di vedere i miei amici che si comportavano in questo modo l’uno nei confronti dell’altro. Alla fine, ha iniziato a diventare una metafora di alcune cose che stavo vivendo. Ma non ho mai pensato di scrivere un brano che mi mettesse a nudo. Per me, la canzone era un blues dell’inizio del ventunesimo secolo. La terza strofa potrebbe essere stata scritta un centinaio di anni fa. Ha anche vinto un Grammy come Miglior canzone rock – ha concluso ridendo – piuttosto forse avrebbe dovuto vincere il premio come Miglior canzone blues paranoica”.

Probabilmente le persone che i due fratelli conoscevano avranno avuto molto di cui parlare, considerando che in breve tempo i White Stripes si sono trasformati da un duo che si esibiva nei piccoli club di Detroit, a una band che ha conquistato un pubblico di 100mila persone al Glastonbury Festival. In fin dei conti, il significato del testo conta fino a un certo punto: Seven Nation Army è diventata un inno grazie al riff principale, delle note ormai famose e riconoscibili da chiunque proprio perché sono ormai entrate nell’immaginario comune. Al di là di questo, il brano ha di fatto avviato la carriera della band e, in particolare, di Jack White, un chitarrista brillante che adesso è un apprezzato artista solista.

Foto

Video

Concorsi

WEBRADIO tutte

Virgin Radio Rock '80
 
ROCKSTAR: OASIS
 
ROCKSTAR: AC/DC
 
Virgin Radio Hard Rock
 
Virgin Radio Rock Party
 
webradio Virgin Radio Rock '70
 
ROCKSTAR: AEROSMITH
 
ROCKSTAR: BON JOVI
 
ROCKSTAR: QUEEN
 
Virgin Radio Rock '90
 
Virgin Radio Classic Rock
 
ROCKSTAR: GUNS N' ROSES
 
ROCKSTAR: ROLLING STONES
 
Webradio Virgin Radio Rock Alternative
 
Virgin Radio On-Air
 
Virgin Radio Rock 2K
 
Nandi Bushell ha realizzato la la drum cover di We Are The Champions dei Queen. Guarda il video
 
ROCKSTAR: PINK FLOYD
 
Virgin Radio Rock Ballads
 
Virgin Rock Hits