Red Hot Chili Peppers, ecco perché Flea si chiama così. La storia del suo soprannome

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Red Hot Chili Peppers, ecco perché Flea si chiama così. La storia del suo soprannome

Il bassista ha questo nome d’arte per un motivo ben preciso, e forse c'entra l'amico Anthony Kiedis

Flea, al secolo Michael Peter Balzary, è uno dei bassisti più famosi ed eclettici degli ultimi anni. Il musicista, che ha compiuto 58 anni il 16 ottobre, ha questo nome d’arte per un motivo ben preciso.

Flea” tradotto in italiano dall’inglese significa “pulce:” in origine, quando era un adolescente, il bassista dei Red Hot Chili Peppers si faceva chiamare “Mikey B. The Flea”, ma poi lo pseudonimo è stato abbreviato solo con “Flea”. Come riporta radiox.co.uk, questa parola sta a indicare lo spirito irrequieto del musicista e il fatto che non riesca mai a stare fermo.

Secondo alcune fonti, sarebbe stato Anthony Kiedis ad affibbiare questo nomignolo all’amico durante una vacanza sulla neve. Evidentemente al bassista piacque perché, appunto, in seguito decise di usarlo come nome d’arte. Michael, in effetti, è davvero uno spirito libero e selvaggio, non solo caratterialmente, ma anche musicalmente.

Quando provi a controllare la musica, la soffochi – ha dichiarato in una vecchia intervista per Rolling Stone – so che è una cosa hippie, ma io cerco di far uscire energia dalla musica, provo a lasciarla andare liberamente. È il mio dono”.

Il soprannome è perfetto per il bassista anche per quanto riguarda la sua vita, perché non è mai stato fermo per troppo tempo e si è spostato da un continente all’altro. Nella sua autobiografia Acid For The Children, il musicista racconta nei dettagli la sua infanzia: è nato in Australia, ma poi si è trasferito a New York. Più tardi è tornato nel suo Paese d’origine, per poi stabilirsi definitivamente a Los Angeles pochi anni dopo, nel 1972.

In seguito, anche la sua adolescenza è stata piuttosto agitata: nel libro Flea racconta di aver assunto tutti i tipi di droga, dagli acidi alla cocaina. “Andavo dove mi pareva per tutta la notte – ha raccontato – iniziavo a farmi alle 12. Erano gli anni ’70 e, lasciatemelo dire, a Hollywood gli anni ’70 sono stati davvero folli”.

Oggi, in realtà, la “pulce” è cambiata sotto molti punti di vista: Flea ha infatti chiuso con le droghe da tempo e poi si è accasato, sposandosi l’anno scorso con la designer Melody Ehsani. “La mia vita è cambiata per sempre – ha scritto sui social dopo le nozze – per questo sarò eternamente grato. Ecco la persona che vede tutto di me e sa davvero chi sono: mia moglie”.

L’incredibile energia che gli è valsa il soprannome, ormai il bassista la impiega solo nella musica, scatenandosi come sempre sul palco, e poi anche nella corsa: oggi, infatti, Flea è uno sportivo, adora correre e ha persino partecipato alla Maratona di Los Angeles. “Penso che non correre sia come mancare di rispetto al nostro corpo – ha spiegato in un’intervista – quando corri, stai usando tutto il tuo corpo proprio per il suo scopo”.

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