Nirvana, la storia di "In Bloom": il vero significato del brano scritto da Kurt Cobain

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Nirvana, la storia di "In Bloom": il vero significato del brano scritto da Kurt Cobain

La canzone fa parte dell’album Nevermind ed è una delle più famose della band

Con Nevermind il successo dei Nirvana esplose nel 1991: tra le tante hit di questo album c’è anche In Bloom, una canzone che ad oggi è tra le più conosciute della band di Kurt Cobain. In questa canzone i musicisti cercarono di raccontare, ironicamente, ciò che stavano vivendo: volevano essere un gruppo anticonformista ma gli eventi, la casa discografica e il pubblico stesso, li stavano trasformando in un gruppo mainstream, ossia tutto ciò che non avrebbero mai voluto diventare.

In questo brano i Nirvana mescolarono al grunge delle note pop. “Originariamente – disse in proposito Krist Novoselicsembrava una canzone dei Bad Brains. Poi Kurt la trasformò in una canzone pop”.

Come riporta Far Out Magazine, In Bloom fu provata solo una volta prima che Kurt e Krist iniziarono a registrare una prima demo in studio. Volevano completarla al più presto, per questo motivo Cobain si portò la registrazione a casa e iniziò a provare delle nuove versioni, nel tentativo di migliorarla sempre di più e facendo ascoltare i risultati al bassista per telefono. Il frontman stava disperatamente cercando il ritmo giusto per la nuova melodia. Quando il lavoro fu completato, il brano fu inserito nel CD promozionale che la band spedì alle grandi case discografiche nella speranza di ottenere un contratto.

Alla fine l’obiettivo fu raggiunto, forse proprio anche grazie a questo brano. I Nirvana pubblicarono Nevermind e In Bloom fu inserita come seconda traccia del disco, dopo l’iconica Smells Like Teen Spirit. Le parole del brano rispecchiano il carattere di Kurt: “Lui era molto riservato a proposito dei suoi testi – spiegò Novoselic in un’intervista per Rolling Stone – puoi leggerci qualsiasi cosa tu voglia… Kurt lo definirei un mulino a vento, voleva essere una rock star, eppure odiava esserlo. Questo sentimento ha segnato il suo destino ed è intrinsecamente espresso nel brano In Bloom”.

Quando questa canzone è stata scritta, la popolarità dei Nirvana stava aumentando di giorno in giorno: i club underground pieni di bottiglie rotte e sedie vuote iniziarono pian piano a riempirsi e le cose iniziarono a cambiare. Un cambiamento del genere non poteva non essere notato da una persona sensibile come Kurt Cobain. Il frontman era ormai consapevole di quella popolarità ma anche dell’ipocrisia di parte del pubblico che stava iniziando a seguire i Nirvana e che non comprendeva che molti suoi testi parlavano proprio del senso di isolamento che lui provava e che era dovuto anche alla presenza di questo tipo di persone. Fu così che decise di scrivere In Bloom: utilizzò la sua arte e la sua forma d’espressione migliore per realizzare un pezzo pieno di ambiguità che si riferiva proprio a quel tipo di pubblico, agli ultimi arrivati tra i fan. Così creò uno dei suoi più famosi ritornelli, in cui parla, appunto, di una persona che ama e canta le canzoni della band senza però capirne il significato.

Con In Bloom Kurt Cobain, dunque, espresse tutto il suo disprezzo nei confronti del pubblico mainstream, composto da persone che, probabilmente, anche in questo caso non capirono che nel testo lui si riferiva proprio a loro.

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