La carta d’identità dice 67 anni ma Carlos Santana dimostra di averne molti di meno. Lo spirito del chitarrista è ancora quello di un tempo ed ora che sta portando in giro il tour legato alla sua nuova autobiografia The Universal Tone: Bringing My Story To Light sembra in perfetta forma. “Ho cominciato a fare questo lavoro – spiega in un’intervista con Ultimate Classic Rock – grazie alla figura carismatica di mio padre, anche lui musisicta. Quando entrava in una stanza, uomini, donne e bambini si fermavano per guardarlo, quasi per adorarlo. Credo che parte di quel modo di fare e di essere mia sia stato trasmesso. Ho imparato da entrambi i miei genitori e poi ho avuto la fortuna di suonare accanto a musicisti del calibro di John McLaughlin, B.B. King e Buddy Guy, persone con le quali non devi né competere né compararti. Devi essere lì solo per portare la tua musica ed io sono sempre riuscito a ritrovarmi il mio spazio”.
SULLE ORME DI BOB MARLEY
Un’intervista che Santana ha concesso indossando una maglia col volto di Bob Marley e parla delle manifestazioni di protesta che stanno scuotendo gli States: “Lui è ancora qui con noi. Bisognerebbe suonare “One Love” visto tutte le protesta che ci sono in questo momento. Mi piacerebbe che i manifestanti in questo momento potessero indossare solo abiti bianchi e provi a stupire con il potere magico della musica, che riesce a sconfiggere ogni paura. Io mi definisco una persona spirituale ma sono anche uno che preferirebbe morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio. A quelli che vogliono fermare la voce dei manifestanti dico solo che non hanno pallottole per tutti. E prima o poi avremo la meglio”.

