Blade Runner non è più il futuro: il capolavoro di Ridley Scott ambientato nel novembre 2019 è 'arrivato' nel presente

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Blade Runner non è più il futuro: il capolavoro di Ridley Scott ambientato nel novembre 2019 è 'arrivato' nel presente

La storia, allora futuristica, a fine mese sarà ufficialmente parte del passato. Ecco il bilancio delle sue 'visioni'

"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia". Rutger Hauer, il replicante filosofo Roy Batty, il cui monologo è divenuto un cult nella storia del cinema, non ce l’ha fatta a vedere il giorno in cui il film che lo ha reso famoso ha raggiunto la sua data di scadenza. L'attore olandese, che ha recitato in Blade Runner, accanto ad Harrison Ford, Sean Young, Edward James Olmos e Daryl Hannah, è morto infatti nel luglio scorso, a 75 anni.

La pellicola di fantascienza per eccellenza, datata 1982, diretta da Ridley Scott ed ispirata al racconto di Philip K. Dick “Il cacciatore di androidi", è ambientata nella allora futuristica Los Angeles del novembre 2019. Nelle strade bagnate dalla pioggia incessante, auto volanti bucano il tetro orizzonte, mentre le insegne al neon spezzano la vista della nuova, brutale architettura. La città è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall'inquinamento che copre il sole. I moderni grattacieli sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle nuove tecnologie, che hanno permesso la creazione di esseri sintetici del tutto simili agli umani, detti replicanti e usati come schiavi, e agli animali che non esistono più. Il Pianeta, anche a causa del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extra mondo, mentre sulla Terra rimangono i malati e gli indigenti.

Il lungometraggio, pietra miliare del grande schermo, intendeva predire un’era in cui ora viviamo ed in parte c’è riuscito.

Se infatti i veicoli volanti non esistono ancora (a parte gli elicotteri taxi di Uber per la tratta aeroporto JFK-Manhattan) come i replicanti superiori all'uomo per capacità fisiche ed intellettuali, l’intelligenza artificiale oggi si fa sempre più strada; così come  la tecnologia nata un paio di anni fa che ricorda quella grazie a cui il cacciatore di taglie Rick Deckard (Harrison Ford) trova le prove nel piccolo dettaglio di una foto, utilizzando una funzione di monitoraggio e zoom. La pellicola non contempla la presenza di cellulari e di smartphone, ma anticipa le videochiamate di Skype, WhatsApp e FaceTime e il controllo vocale di Alexa, Google Assistant e Siri, che, tuttavia, ha ancora tanta strada da fare.

Il mondo di Blade Runner è fortemente influenzato dalla componente asiatica: dalla predominante etnia cinese, dalla sua lingua (detta Cityspeak) e dal suo know-how tecnologico di cui è un esempio il progettista genetico di occhi, Hannibal Chew.

E poi c’è la Voight-Kampff Test, macchina con cui i Blade Runners rintracciano i replicanti in fuga. Un rilevatore di bugie che ricorda in qualche modo la nostra macchina della verità, ritenuta a tutt’oggi nel mondo reale ancora imprecisa e, in Gran Bretagna, addirittura illegale per produrre prove. E, se anche i viaggi spaziali ai giorni nostri sono ancora lontani come lo sono animali domestici robot, (a parte il progetto del cane Aibo della Sony del 1999), è certamente la questione del cambiamento climatico, (tanto al centro di tutto il film quanto del dibattito odierno internazionale), la previsione più accurata di un capolavoro cinematografico, che, nonostante abbia raggiunto il suo termine ultimo, resta immortale.

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