The Cure, Robert Smith: “Ci sono tanti falsi miti su di noi, per questo realizzeremo un documentario sulla band”

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The Cure, Robert Smith: “Ci sono tanti falsi miti su di noi, per questo realizzeremo un documentario sulla band”

Il frontman parla della release del DVD per il 40esimo anniversario e rivela l'esistenza di molto altro materiale video

Quarant’anni di carriera rappresentano un traguardo davvero importante che fa dei Cure una delle band più longeve del momento. Per celebrarlo questo mese verrà pubblicato un doppio DVD dal titolo The Cure 40 Live - CURÆTION-25 + Anniversary, un prezioso cofanetto che conterrà, appunto, la registrazione di due importanti concerti. Risalgono entrambi al 2018: il primo è l'esibizione al 25esimo Meltdown Festival alla Royal Festival Hall di Londra; il secondo, invece, è il DVD relativo al grandioso concerto di Hyde Park organizzato proprio per l’anniversario della nascita della band. 

In occasione di questa significativa release, Robert Smith ha rilasciato una lunga intervista a NME, nella quale ha parlato anche di questo doppio DVD celebrativo, rivelando che potrebbe non essere l’unico. Di recente si è parlato di un documentario che Tim Pope starebbe girando sui Cure e si pensava che avrebbe fatto parte di questo cofanetto, ma in realtà non sarà presente: “Avrebbe dovuto farne parte in effetti – ha rivelato il frontman – ma poi, quando abbiamo riguardato il film, ci siamo resi conto che non legava bene con le altre parti e che dunque non avrebbe avuto molto senso inserirlo. Era una sorta di preambolo per lo show seguente. Io e Tim abbiamo lavorato a una sorta di storia dei Cure. Tutto ciò che abbiamo realizzato è stato digitalizzato, tutte le nostre esibizioni, qualsiasi cosa abbiamo suonato e fatto. Adesso è solo questione di sistemare il tutto”.

Tutto questo materiale girato, dunque, potrebbe finire in un altro DVD sulla storia della band: “Sto realizzando anche delle interviste da solo di fronte alla telecamera e un po’ di video-racconti, ma non abbiamo ancora deciso quale forma prenderà tutto questo – ha spiegato ancora Smith – al momento la mia idea è quella di dividere questo materiale in quattro decadi, anche se nella mia mente questa divisione è fortemente influenzata musicalmente dal fatto che negli anni ’70 e ’80 abbiamo realizzato molti più album, quindi sono ancora leggermente confuso su come fare. Penso che una volta finito il tour mi concentrerò su questo, anche perché vorrei che ne facesse parte anche una cosa nuova che stiamo facendo in questo periodo. Questo è anche il motivo per il quale al momento ho bloccato il progetto. Ho pensato ‘Oh, aspetta un attimo, questa sembra la fine’ e invece non è la fine – ha sottolineato – voglio incorporare ciò che faremo a breve in quella che sarà la storia dei Cure”.

Insomma, la band ha ancora molte sorprese in serbo per i fan, è solo questione di tempo. Una cosa è certa: per i Cure raccontare la loro storia potrebbe essere l’occasione giusta per sfatare i numerosi falsi miti nei loro confronti che si sono sviluppati nell’arco di tutta la loro carriera: “Sfatarli, in realtà, sarebbe impossibile! – ha detto in proposito Robert Smith – ormai sono troppo radicati. Ci sono sempre state così tante idee sbagliate sulla nostra band. O almeno sono idee sbagliate secondo il mio punto di vista e immagino che chiarirle diventerà proprio lo scopo di questo futuro lavoro. Quando lo realizzeremo, sarà il racconto della storia dei Cure dalla mia prospettiva. Si parlerà di ciò che io penso la band sia stata, di cosa abbiamo fatto e del mio ruolo in tutto questo, di come e perché ho fatto ciò che ho fatto”.  

Sembra quasi, dunque, che Robert Smith voglia tracciare un ritratto del suo gruppo e, allo stesso, tempo, fare un bilancio della loro carriera, oltre che un racconto dell’universo che sono riusciti a creare con la loro musica e che ancora oggi coinvolge e affascina così tanti fan in tutto il mondo. “Non esiste qualcosa che possa essere definita come la storia ‘definitiva’ di una band – ha però specificato il frontman – esistono fatti e persone, ma ciascuno di noi ha ricordi completamente diversi, persino di ciò che è accaduto solamente quest’estate. Ad esempio, abbiamo parlato di uno show della scorsa settimana e ciascuno di noi ha raccontato una versione degli eventi completamente diversa. Nessuna di queste era sbagliata. Ovviamente per me esiste una sola vera storia ed è la mia, ma la considero come una prospettiva. In ogni caso – ha concluso – non voglio ripensare a qualcosa fino a che non ho finito di lavorarci e al momento non mi sento ancora pronto per farlo”.

Il cantante, dunque, sta ancora progettando come organizzare il materiale video girato e in che modo raccontare la storia dei Cure, una storia che non sarà, appunto, quella “definitiva”, ma semplicemente il racconto del loro percorso secondo il punto di vista di chi, in fondo, lo ha avviato e guidato: Robert Smith.

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