Tom Morello sui Rage Against The Machine: “In 10 anni avremmo vissuto sì e no tre giorni felici”

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Tom Morello sui Rage Against The Machine: “In 10 anni avremmo vissuto sì e no tre giorni felici”

In una lunga intervista il chitarrista ha ricordato gli esordi della band e le difficoltà nel gestire il successo raggiunto all’improvviso.

È successo a tante band storiche di raggiungere il successo improvvisamente: il giorno prima non erano che un gruppo di sconosciuti e il giorno dopo vengono chiamati ovunque per interviste e show, fino a raggiungere in breve tempo il successo planetario. 

Gestire l’improvviso cambiamento e affrontare la fama spesso non è un’impresa facile, soprattutto quando si suona in una band; è il caso, ad esempio, dei Rage Against The Machine, il gruppo che nel 1991 a Los Angeles diede vita a un genere totalmente nuovo che raggiunse rapidamente il successo. Sono proprio quegli anni che il chitarrista e fondatore dei RATM, Tom Morello, ha ripercorso durante una lunga intervista al programma The First Time With della BBC: “Posso parlare solo per me stesso – ha detto - siamo stati una band che dal nulla è passata all’avere offerte dalle case discografiche a partire dal secondo concerto. Non siamo riusciti ad avere del tempo per cementare la nostra amicizia, per sentirci davvero membri di una band, dei veri e propri compagni, perché ci siamo ritrovati subito in trincea”.

E in effetti il cantante Zack de la Rocha, il bassista Tim Commerford, il batterista Brad Wilk e Tom alla chitarra si sono ritrovati catapultati improvvisamente in un nuovo mondo senza nemmeno rendersi conto di chi o cosa volevano essere. A colpire subito pubblico e critica è stata sicuramente la loro capacità di mescolare i generi, dal rap al metal, per creare uno stile di rock alternativo e originale: “In due giorni ci siamo ritrovati davvero in trincea – ha continuato il chitarrista - a fare interviste ovunque, dall’NME a Rolling Stone e a cercare di capire come riuscire a essere una band rivoluzionaria su scala globale con una major”.

Da quel punto in poi è stato tutto senza sosta, gli show, le interviste, l’attenzione sulla nostra band e nessuno di noi, me compreso, aveva la maturità giusta a livello emotivo per affrontare la situazione e riuscire a fare di più l’uno per l’altro – ha raccontato ancora Tom – il meccanismo per affrontare tutto questo ha generato solo stress emotivo. I RATM suonavano, i concerti e gli album non ne hanno mai risentito, ma per noi era uno stress emotivo quotidiano”. 

In questa intervista Tom Morello ha deciso di aprirsi e raccontare fino in fondo di quel periodo che è stato bello e difficile allo stesso tempo, bello perché lui e la sua band hanno realizzato il loro sogno e difficile perché il successo comporta anche un prezzo da pagare: “A dir la verità – ha continuato - nei dieci anni dei Rage Against The Machine (dal 1991 al 2000 ndr) avremmo vissuto sì e no tre giorni felici. Dico davvero, meno di una manciata di giorni”.

Quando poi Tom e i suoi compagni hanno deciso di tornare a suonare insieme nel 2007 le cose erano ormai nettamente cambiate: “Nel periodo della reunion (2007-2011 ndr) la storia è stata completamente diversa. È stato bellissimo, tutti noi eravamo maturati ed è stato divertente – ha raccontato il chitarrista – siamo stati davvero felici di tornare a suonare insieme e il concerto del 2010 al Finsbury Park di Londra è stato il clou di tutta una carriera musicale. Intendo dire – ha concluso – che quella notte è stata davvero la migliore della storia dei Rage Against The Machine”.

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