Il Grande Lebowski, il (divertentissimo) dubbio che Jeff Bridges aveva prima di girare ogni scena

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Il Grande Lebowski, il (divertentissimo) dubbio che Jeff Bridges aveva prima di girare ogni scena

La lentezza e la genialità del drugo misero l'attore in dubbio sull'atteggiamento da avere davanti alla cinepresa

 The Dude (in italiano Drugo) è il personaggio interpretato da Jeff Bridges nel film Il Grande Lebowski del 1998, nato dalla rilettura surreale e ironica fatta dai fratelli Joel e Ethan Cohen dei romanzi noir di Raymond Chandler.

«Mah, le solite cose: il bowling, un giro in macchina, un trip di acido quando capita»: questo è lo stile di vita del protagonista, una rilettura ironica del modo di stare al mondo in California, trasformandolo in un'icona della cultura pop americana.

Per i fratelli Cohen fu un piacere lavorare alla regia di Bridges, poiché per la sua interpretazione erano necessari pochissimi requisiti da parte dei membri della troupe. Una delle pochissime cose che Jeff Bridges era solito chiedere ai registi prima di ogni scena era se Drugo si fosse appena fumato o meno uno spinello: "la faccio da strafatto o da sobrio?"

Ricordando la conversazione sul set del film Ethan Coen ha aggiunto: "A pensarci bene di solito gli rispondevamo: 'Sì, probabilmente se ne è fumato uno mentre arrivava', e così Jeff se ne andava in un angolo, si strofinava le mani sugli occhi per farli diventare rossi e girava la scena”.

Alludendo a quanto sia stato facile lavorare con l'attore Ethan Coen ha concluso dicendo: "Questa era la portata delle cose che che dovevi fare per dirigere Jeff", elogiando la sua professionalità e la sua bontà sul set.

Nessun altro “outsider” ha affascinato così tanto il pubblico dai tempi dei The Blues Brothers di John Belushi e Dan Aykroyd, con la differenza che Jack e Elwood Blues cantavano il blues (anche piuttosto bene), mentre Il Drugo non fa assolutamente niente. «Cosa c’è nella valigetta?» gli chiede un poliziotto in uno dei dialoghi più belli del film. «Documenti, solo documenti. Già documenti di lavoro». «Che lavoro fa?» «Sono disoccupato».

Musica (una delle cose a cui tiene di più sono le musicassette dei Creedence Clearwater Revival), le sfide a bowling contro Jesus Quintana, conversazioni deliranti con due amici più bizzarri di lui, Walter e Donny, e una naturale capacità di finire coinvolto in avventure assurde.

Questo è il mondo di Drugo, uomo votato alla tranquillità, ribelle per natura ma più pronto ad andare in giro con la sua iconica vestaglia e gli occhiali da sole senza fare niente che a combattere per esprimere la sua diversità dal mondo moderno fatto di arrivismo, ansia da prestazione e risultati, capace di uscire da ogni situazione senza cambiare nulla di sé stesso e senza rinunciare alle cose che gli piacciono, una su tutte il tappeto di casa sua che gli viene rovinato all’inizio della storia.

Perché come gli dice Lo Straniero, una sorta di alter-ego cowboy più saggio che Drugo incontra sempre al bancone del bar mentre ordina il suo White Russian: «A volte sei tu che mangi l’orso e a volte è l’orso che mangia te».

Grazie ad una fantastica colonna sonora (fin dai titoli di apertura con The Man in Me di Bob Dylan), all’interpretazione strepitosa di tutti gli attori, John Goodman, Steve Buscemi, John Turturro, Julianne Moore e Philip Seymour Hoffman, il Grande Lebowski ha creato una filosofia di vita, “The Dudeism” che per i fan in America è una vera e propria religione.

Un insieme di filosofia epicurea, Taoismo cinese, retorica hippy, una generale irriverenza verso le regole comuni della società  e l’idea che di fronte all’infinita assurdità della condizione umana, l’unica soluzione è starsene tranquilli e prendersela comoda. Il giornalista Oliver Benjamin ha fondato “La Chiesa del Drugo dell’Ultimo giorno” nel 2005, sostenendo che lo stile di vita del Drugo sia sempre esistito fin dall’inizio della civiltà umana, ha citato “I più grandi Drughi della storia” da Gesù Cristo a Buddha fino agli scrittori Walt Whitman e Kurt Vonnegut  e ha spiegato perché questo culto è estremamente utile per affrontare la vita moderna: «Ho studiato Buddismo in Thailandia, il misticismo Giavanese in Indonesia e lo Yoga in India ma nessuno di questi sistemi di pensero contiene una visione del mondo che si adatti davvero al presente» ha detto Oliver Benjamin, «La vita è breve e complicata e nessuno ne sa davvero nulla. Quindi la soluzione migliore è non fare niente».

La religione del Drugo si definisce «La più lenta a diffondersi al mondo», ed è accessibile a tutti gratis attraverso il sito dudeism.com.

Per chi vuole approfondire, esiste anche la Abide University che ha definito la propria missione in modo geniale: “La nostra filosofia è che se qualcosa non migliora la qualità della vita e la gioia di vivere, non fa parte della nostra filosofia” Secondo Oliver Benjamin, tutto questo al Drugo piacerebbe molto. In fondo l’invito a riflettere sulle vere priorità della vita in una società materialista è un tema universale e molto facile da accogliere. Come dice Jeff Bridges nella battuta che riassume e definisce Il Grande Lebowski: «Drugo voleva solo il suo tappeto. Dava un tono all’ambiente».

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