La difficile infanzia di Joe Strummer: come è stata influenzata la creatività del leader dei Clash

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Joe Strummer: come l'infanzia difficile ha influenzato la creatività del leader dei Clash

Dal collegio a Londra al suicidio del fratello David. Le origini di uno dei più grandi comunicatori nella storia del rock

Joe Strummer è stato uno dei più grandi comunicatori nella storia del rock, un visionario che credeva nel potere della musica di cambiare il mondo, avvicinare le persone tra loro e trasmettere messaggi attraverso le canzoni, l’impegno e la solidarietà. «I Clash non hanno mai promesso niente» ha detto «Abbiamo solo cercato di risvegliare l’attenzione su una serie di cose che ci sembravano sbagliate. Quelle cose sbagliate esistono ancora e i Clash no. Vuol dire che abbiamo perso? Non lo so. Certamente i Clash sono stati una voce forte e se hanno cambiato la vita di una sola persona hanno raggiunto il loro scopo».

L’energia creativa di Joe Strummer, il suo trasporto assoluto verso la musica e la sua capacità di mettere insieme con i Clash culture e suoni diversi trasformando il punk rock londinese delle origini in un linguaggio universaleI Clash sono stati un gruppo di fusione e non di genere, abbiamo mischiato reggae, soul e roc’n’roll, musiche primitive che hanno fatto qualcosa in più della somma delle singole parti e soprattutto più dei tre accordi del punk» ha detto una volta), nascono dalla sua storia personale e dalla sua infanzia.

Nato con il nome di John Graham Mellor, è figlio di un’infermiera scozzese e di un funzionario della corona inglese, Ronald Ralph Mellor (insignito del titolo di Member of the British Empire) responsabile delle ferrovie delle colonie britanniche e inviato spesso all’estero in missione diplomatica.

Joe Strummer nasce ad Ankara in Turchia nel 1952, cresce viaggiando tra Cipro, Il Cairo e la Germania ma a nove anni viene mandato insieme al fratello David a studiare in collegio al City of London Freemen’s School di Londra. «Ero un bambino e ho dovuto salutare i miei genitori perché sono andati a vivere in Africa o da qualche altra parte. Il Governo li pagava per vedermi una volta all’anno e io sono rimasto solo in questa scuola dove i ricchi lasciavano i loro figli ricchi».

L’assenza di una struttura familiare definita e il conformismo del sistema delle classi inglesi scatena l’istinto ribelle di Joe Strummer e la sua ricerca di una via di uscita attraverso la creatività: ascolta Little Richard, Woody Guthrie e i Beach Boys e comincia a pensare a come mettere insieme l’energia del rock con i temi impegnati del folk e le melodie del pop.

Nel 1970 una tragedia gli dà la spinta definitiva per allontanarsi dal mondo in cui è cresciuto: suo fratello David, sempre più isolato dalla famiglia e attratto dalle ideologie del Fronte Nazionale inglese si suicida: «Era diventato un nazi e un seguace dell’occultismo» ha detto Joe Strummer che viene chiamato dalla polizia per identificare il corpo di David, ritrovato dopo tre giorni al Regent’s Park, «Non parlava con nessuno. Credo che il suicidio fosse l’unica via di uscita per lui. Cosa altro poteva fare?». È l’evento centrale nella giovinezza di Joe Strummer, il detonatore della sua esistenza artistica: non riesce a capire perché i genitori abbiano mandato lui e David in quel collegio rigido e conservatore e sviluppa una forma di insofferenza verso ogni tipo di autorità. «Cercava una risposta ad una domanda che lo tormentava e non è mai riuscito a trovarla» hanno scritto i suoi biografi, «E’ sempre stato convinto che suo fratello sarebbe vivo se non fossero andati in quel collegio».

Nel 1970 Joe Strummer si trasferisce a Londra per studiare alla Central School of Art and Design e si compra un ukulele: «L’ho pagato due sterline, e il tizio con cui facevo busking mi ha insegnato a suonare Johnny B.Goode. È iniziato tutto così». Il soprannome “strummer” nasce dalla sua abitudine di suonare strada (prima si faceva chiamare Woody Mellor) il nome della sua prima band, i 101ers è invece l’indirizzo della casa occupata al numero 101 di Walterton Road nella zona di Maida Vale in cui vive, il 3 aprile 1976 conosce Mick Jones leader dei London SS e forma una band a cui il bassista Paul Simonon dà il nome di The Clash che debutta il 4 luglio a Sheffield come supporto dei Sex Pistols.

Dopo un concerto, litiga con uno degli amici di Johnny Rotten che lo accusa di essere un privilegiato proveniente dalle classi superiori: «È vero» dice Joe Strummer, «Mio padre non capiva che esistono diverse sfumature in ogni tipo di persona, ma non lo biasimo. Lo vedevo una volta all’anno, se lo avessi visto di più avremmo litigato tutto il tempo. Non so cosa sarebbe stato di me se non fossi andato in quell’orribile e malvagio collegio di ricchi pagato dal governo».

 

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