U2, Bono ricorda il suo primo incontro con Ian Curtis dei Joy Division: “Era un’anima meravigliosa”

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U2, Bono ricorda il suo primo incontro con Ian Curtis dei Joy Division: “Era un’anima meravigliosa”

Il frontman ha ricordato il primo incontro con il cantante inglese: "era in un'altra dimensione…"

Bono Vox ha partecipato come ospite all’ultima puntata del podcast Transmissions: The Definitive Story dedicato ai Joy Division e ai New Order. Si tratta di una serie di otto episodi per i quali sono previste anche interviste ad altri personaggi, come Johnny Marr, Liam Gallagher e Jonny Greenwood dei Radiohead.

Nell’ultima puntata del podcast il tema principale è stata la composizione e la registrazione del capolavoro dei Joy Division, il brano Love Will Tear Us Apart del 1980. Il batterista Stephen Morris ha raccontato che gli U2 si presentarono allo studio dove la band stava lavorando, proprio quando stava registrando la parte della batteria, un’impresa non semplice per lui.

A un certo punto arrivò un gruppo di giovani ragazzi irlandesi – ha ricordato Morris – che si annunciarono come gli U2. Martin Hannett era stato presentato come il produttore del loro album. Ricordo che loro entrarono nello studio proprio mentre io stavo registrando la parte di batteria di Love Will Tear Us Apart per la milionesima volta. Il giovanotto con lo strano nome, ‘Bono’, si mise ad ascoltare ciò che stavo suonando e mi sembrò piuttosto preso. Mi disse ‘Non so cosa tu stia facendo, ma aggiunge un grande valore alla canzone’. Pensai che fosse molto gentile da parte sua. Martin, invece, considerò le sue parole come un’indicazione del fatto che ciò che stavo facendo fosse un vero schifo e decise di cancellare tutto”.

È poi arrivato il turno di Bono che, durante la puntata del podcast, ha ricordato il primo incontro con i Joy Division e, in particolare, con Ian Curtis. “Ricordo che io e gli altri abbiamo aspettato nella stanza verde e che io mi misi a curiosare tra la loro roba – ha raccontato – c’erano un sacco di vinili, di artisti come Frank Sinatra, Kraftwerk e Bartòk. C’era musica classica, musica elettronica e poi ancora Frank Sinatra. Mi chiesi ‘Chi sono queste persone?’”.

I Joy Division attirarono subito la curiosità del frontman: “Erano molto gentili, uscirono fuori per salutarci e ci stringemmo la mano. Poi quest’uomo che aveva il peso dell’intero universo nella sua voce, questo cantastorie uscito fuori da qualche buco nero, l’oscuro signore, venne verso di noi e io pensai ‘Oh mio Dio, sto per incontrare Ian Curtis’. Gli porsi la mia mano e lui disse ‘Tutto bene?’. Non riuscivo al credere al suono che aveva prodotto. Era un suono così tanto dolce. Lui era un’anima meravigliosa ma cantava da un’altra dimensione… per me fu la conversazione più gentile di sempre, oltre che un momento molto speciale”.

Fu proprio Ian Curtis a destare maggiore curiosità nel giovane Bono, perché era un personaggio carismatico oltre che un grande talento. L’artista, com’è noto, purtroppo ha lasciato questo mondo troppo presto, privandolo nella sua musica, suicidandosi il 18 maggio del 1980. Circa un mese dopo, a giugno, Love Will Tear Us Apart fu pubblicata e divenne ben presto un brano cult di quell’epoca.

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