Pearl Jam, Lily Cornell ha intervistato Eddie Vedder per parlare di salute mentale: “L’empatia è importante per superare il dolore”

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Pearl Jam, Lily Cornell ha intervistato Eddie Vedder per parlare di salute mentale: “L’empatia è importante per superare il dolore”. Guarda il video

Il frontman ha raccontato il lato oscuro del grunge e il suo dolore per il triste episodio del Festival di Roskilde nel 2000

Il 20 luglio scorso, nel giorno in cui suo padre avrebbe compiuto 56 anni, la figlia di Chris Cornell, Lily, ha lanciato una serie di video online intitolata Mind Wide Open e dedicata alla discussione di argomenti legati alla salute mentale. Nell’ultimo episodio Lily Cornell Silver ha intervistato Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam e grande amico di Chris: “Sono onorata di ospitare una persona che è una luce guida nella mia vita, Eddie Vedder – ha scritto la ragazza sui social – abbiamo parlato dell’impatto politico e sociale sulla salute mentale, delle esperienze di Eddie e dell’importanza dell’attivismo e dell’empatia”.

Proprio per la grande amicizia che lo legava a Chris Cornell, Eddie Vedder è sempre stato presente nella vita di Lily, sin dalla sua nascita e, anche dopo la morte del frontman, ancora oggi continuano a frequentarsi: il loro legame è molto forte, non a caso la giovane lo considera come uno zio. Per questo motivo, questo episodio di Mind Wide Open è stato molto significativo ed emozionante per lei.

Anche Duff McKagan è stato ospite della conversazione virtuale e Vedder ha concordato con lui su alcuni argomenti da lui sollevati: i due musicisti, ad esempio, sostengono che quando un artista raggiunge l’apice della fama inizia per lui il momento più difficile da affrontare, anche se l’opinione comune, al contrario, è che il raggiungimento del successo regali solo felicità e soddisfazioni.

Eddie Vedder ha parlato in particolar modo del “lato oscuro” del grunge: “Parlando della musica o dell’arte come una sorta di liberazione, che credo sia definita omeostasi, o come un posto dove puoi raggiungere quel livello in cui ti senti semplicemente pieno di energie e con la mente libera, penso che tuo padre lo abbia raggiunto – ha detto Vedder rivolgendosi a Lily – ovviamente lui aveva la musica e in questo ambito esistono anche brani cupi, come alcuni di quelli di Kurt Cobain o di Layne Staley, queste erano canzoni con un significato cupo. Ma questi artisti non hanno detto ‘Fingerò di scrivere una canzone cupa’. Questi sentimenti erano reali per tutti loro”.

Poi tutto si è ridotto a un ‘prendiamoci gioco dei cupi gruppi grunge’ – ha proseguito il cantante dei Pearl Jam – penso che qualcuno l’abbia presa sul personale e questo è davvero pesante. Ecco forse perché a tutti sembrava piacere tutto questo, è come se ne avessero bisogno. È come se pensassero ‘Sì, questo ragazzo sta parlando per me’”. In sostanza, secondo lui quei brani cupi hanno avuto anche un effetto positivo per tante persone generando empatia e spostando l’attenzione sul tema della salute mentale. Eddie Vedder a questo punto ha citato Billie Eilish, una giovane artista che può vantare un ampio seguito anche se i testi delle sue canzoni hanno per lo più temi cupi e malinconici: “Lei ha molti fan che ascoltano i suoi brani – ha detto il frontman – io ricordo il nostro primo disco che contiene della roba triste e penso ‘Bene, questo è il tipo di depressione nella quale milioni di persone si riconoscono’. Ma appunto, probabilmente era una situazione difficile per tutti”.

In seguito, Vedder ha raccontato una sua personale esperienza: anche lui ha vissuto un periodo di depressione, a seguito della tragedia del 2000 al Festival di Roskilde, durante il quale nove fan morirono sotto al palco, schiacciati dalla folla. Se il cantante è riuscito a superare quel dolore è stato anche grazie all’aiuto di altri musicisti, come Pete Townsend e Roger Daltrey degli Who, i quali hanno vissuto un’esperienza simile durante un concerto a Cincinnati nel 1979, quando morirono 11 persone. “Praticamente io ero in posizione fetale – ha raccontato Vedder – e Pete mi ha detto ‘Puoi riuscire a superarlo’. Io gli ho risposto ‘No, non ci riesco. Non lo so, Pete, non penso di farcela’. E lui ha continuato ‘No, ce la puoi fare’. Mi ha dato la forza per rimettermi in sesto”. Il frontman ha dunque sottolineato l'importanza dell'aiuto degli altri per superare problemi come la depressione; il messaggio di Lily attraverso questi suoi video è proprio questo: i problemi di salute mentale non vanno ignorati ma, al contrario, bisogna parlarne il più possibile per aiutare tutte le persone a uscirne.

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