Jeff Buckley: l'album Grace compie 26 anni. Ecco la storia del disco amato da David Bowie, Jimmy Page e Bob Dylan!

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Jeff Buckley: l'album Grace compie 26 anni. Ecco la storia del disco amato da David Bowie, Jimmy Page e Bob Dylan!

Il disco ancora oggi è un vero e proprio cult ed è considerato un capolavoro degli anni Novanta

Il 23 agosto del 1994 Jeff Buckley pubblicò Grace, un album molto amato e ascoltato ancora adesso. Per arrivare a questo suo primo disco, considerato un capolavoro, il cantautore ha fatto un lungo percorso che lo ha portato a conoscere sé stesso in primis e poi la musica.

La formazione musicale di Jeff iniziò molto presto, quando lui era solo un bambino e viveva nei sobborghi di Los Angeles: fu allora che prese in mano per la prima volta una chitarra e scoprì di riuscire a riprodurre la melodia di una canzone dopo appena un solo ascolto. Come tutti i suoi coetanei, Jeff crebbe ascoltando il rock degli anni 70-80, appassionandosi in particolar modo a band come i Led Zeppelin e i Rush, ma i suoi interessi erano ampi e abbracciavano anche altri generi musicali, fino ad arrivare al jazz.

Quando era ancora uno studente, il musicista suonò in diverse band, sperimentando diversi tipi di musica, dal metal fino al reggae e al punk, dei generi abbastanza lontani da quello per il quale suo padre divenne famoso. Jeff era il figlio di Tim Buckley, un cantautore folk-rock, un altro talentuoso artista che morì in giovane età, i cui album sono oggi considerati dei cult dai fan più fedeli. Nonostante il risentimento provato nei confronti di un padre che non ha mai conosciuto perché ha abbandonato sua madre prima ancora della sua nascita, Jeff alla fine ha finito per assomigliargli da un punto di vista artistico, come ad esempio per la sua voce incredibile. In realtà lui ha sempre nascosto l’identità di suo padre e persino molti suoi amici non erano a conoscenza della parentela. In ogni caso, Tim Buckley non avrebbe potuto aiutare il figlio in alcun modo, dato che morì prima che lui intraprendesse la carriera musicale.

Nonostante questo, quando Jeff firmò per la Columbia Records il suo cognome ebbe un certo peso. Le sue origini, però, non furono davvero importanti per l’esordio del giovane musicista che riuscì a trovare ben presto la sua strada solo con le sue forze e le sue capacità. Dopo aver iniziato a lavorare con il tecnico e produttore grunge e rock Andy Wallace, Jeff seguì le sue inclinazioni scoprendo il suo sound, diverso da qualsiasi altro.

Fu così che nacque Grace, un album a sé stante, non paragonabile a nessun altro: alcune influenze musicali sicuramente ci sono, ma Jeff creò un suo stile, anche grazie alla sua abilità vocale e al suo vissuto, che gli ha consentito di comporre brani struggenti e molto intimistici. Tutto questo ha fatto sì che questo disco non possa essere etichettato o accostato a un genere musicale ben definito.

In questo album si sente l’influenza dei Led Zeppelin che Jeff adorava, si sente un richiamo a ciò che andava in quel momento, da Chris Cornell ed Eddie Vedder fino a Gary Lucas, musicista che, tra l’altro, ha anche collaborato alla registrazione di Grace. E poi ci sono alcune cover strepitose che hanno davvero stupito tutti, come Hallelujah di Leonard Cohen o Lilac Wine resa celebre da Nina Simone.

Incredibilmente questo album, del tutto privo di appeal a livello commerciale per quell’epoca, è poi divenuto un vero e proprio cult e oggi è considerato un grande classico: purtroppo lui non ha mai potuto saperlo essendo morto prematuramente (il 29 maggio del 1997), ma pur con solo un album questo artista ha scritto la storia della musica. E questo è un dato di fatto riconosciuto non solo dai fan, ma anche da tanti grandi musicisti. David Bowie ha detto che Grace è uno degli album che avrebbe portato con sé su un’isola deserta; Bob Dylan definì Jeff Buckley come “uno dei più grandi compositori” della sua epoca, mentre l’idolo del giovane musicista, Jimmy Page, ha detto che Grace è molto vicino a essere il “suo album preferito degli anni ‘90”. Oggi, 26 anni dopo, questo disco in effetti continua a emozionare.

LA TRACKLIST DI GRACE
Mojo Pin
Grace
Last Goodbye
Lilac Wine
So Real
Hallelujah
Lover, You Should've Come Over
Corpus Christi Carol
Eternal Life
Dream Brother

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