Con la sua scomparsa a Nashville, il mondo della musica (e non solo) perde una delle più grandi cantautrici di sempre. Una figura monumentale capace di conquistare lo star system con un’ironia travolgente, un’immensa generosità filantropica e uno stile unico.
Nata in Tennessee, sesta di dodici figli, Dolly Parton ha trasformato la sua infanzia rurale nel carburante per le sue ballate più struggenti. Brani immortali come Jolene e I Will Always Love You (diventata poi un successo mondiale grazie a Whitney Houston) l’hanno consacrata nell’olimpo della musica mondiale grazie alla pubblicazione di 49 album e oltre 100 milioni di dischi venduti e 11 Grammy Awards. Ma il talento di Dolly era troppo straripante per restare confinato ai soli studi di registrazione, trovando nel cinema una seconda, trionfale casa.
Il debutto cinematografico di Dolly Parton avviene nel 1980 con la commedia cult Dalle 9 alle 5… orario continuato (9 to 5), al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin. Il film, che affronta con ironia e fermezza il tema del sessismo e delle discriminazioni sul posto di lavoro, si rivela un enorme successo al botteghino. Dolly non solo regala un’interpretazione brillante ed estremamente naturale della segretaria Doralee Rhodes, ma firma anche la colonna sonora omonima. Il brano 9 to 5 conquista le classifiche e le vale una nomination al Premio Oscar per la migliore canzone originale. Nel 1989, Parton dimostra uno straordinario spessore drammatico prendendo parte a Fiori d’acciaio (Steel Magnolias), capolavoro diretto da Herbert Ross. Nel ruolo di Truvy Jones, la calorosa e saggia proprietaria del salone di bellezza che fa da fulcro alle vite delle protagoniste, Dolly recita accanto a mostri sacri del calibro di Sally Field, Shirley MacLaine e una giovane Julia Roberts. La sua performance, capace di bilanciare momenti di irresistibile comicità a battute di profonda commozione, resta una delle vette più alte e amate della sua intera parabola attoriale.
Dolly Parton lascia un vuoto incolmabile, ma il suo impatto culturale resterà eterno. È stata un’imprenditrice illuminata con il suo parco a tema Dollywood, una filantropa straordinaria capace di donare milioni di libri ai bambini con la sua Imagination Library.

