Gli U2 hanno pubblicato a sorpresa un altro EP inedito: Easter Lily. Le sei nuove tracce si presentano ancora una volta come una “raccolta separata e autonoma” di nuova musica, mentre le sessioni di registrazione per il quindicesimo album della band sono ancora in corso.
Easter Lily è descritto dalla band come una “raccolta di canzoni molto più riflessiva” rispetto al precedente Days Of Ash, “che emerge da un luogo più personale e intimo in cui alcuni potrebbero rifugiarsi in momenti come questi, esplorando temi come l’amicizia, la perdita, la speranza e, in definitiva, la rinascita”.
In una nota Bono ha dichiarato: “Siamo in studio, ancora impegnati a realizzare un album rumoroso, caotico e ‘irragionevolmente colorato’ da suonare dal vivo… che è il vero habitat degli U2. Continuiamo a pensare al rock’n’roll più vivace come ad un atto di resistenza contro tutta questa orribile realtà che vediamo sui nostri piccoli schermi. Questi sono senza dubbio “anni duri” per molti di noi che guardano al caos che regna là fuori nel mondo. È un periodo in cui la nostra band sta scavando più a fondo nelle nostre vite per trovare una serie di canzoni con cui cercare di affrontare il momento… Con Easter Lily ci siamo ritrovati a porci domande molto personali come: le nostre relazioni sono all’altezza di questi tempi difficili? Quanto duramente si lotta per l’amicizia? La nostra fede può sopravvivere alla distorsione di significato che gli algoritmi amano premiare? Tutta la religione è spazzatura e continua a dividerci…? O ci sono risposte da trovare nelle sue crepe? Ci sono cerimonie, rituali, danze che potrebbero mancare nelle nostre vite? Dal rito di Primavera alla Pasqua e alla sua promessa di rinascita e rinnovamento… L’album ‘Easter’ di Patti Smith mi ha dato tanta speranza quando è uscito nel 1978. Non avevo ancora 18 anni. Il titolo è un omaggio a lei. In un secondo momento cercheremo di fare un gran trambusto e clamore per ricordare al resto del mondo che esistiamo, ma nel frattempo… questa è una cosa tra voi e noi.”
L’EP si apre con Song For Hal. Con il mantra ripetuto “non sei solo”, la canzone è descritta dalla band come “un lamento del lockdown dovuto al COVID-19” ed è dedicata all’amico e musicista Hal Willner, che avrebbe compiuto 70 anni il lunedì di Pasqua ma è scomparso sei anni fa.
In a Life è concepita come “una canzone che celebra l’amicizia”
Scars trasmette un messaggio di “incoraggiamento e accettazione” con Bono che canta con nostalgia: “Di tutti i tiranni che hai sconfitto, l’unico che è rimasto sei tu”.
“Resurrection Song” trae ispirazione da “un pellegrinaggio, un viaggio verso l’ignoto con un amante o un amico”.
Easter Parade offre “una celebrazione della nuova vita, della rinascita e della resurrezione”.
Il brano di chiusura, COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?), è una cupa ninna nanna, guidata da un parlato, “per i genitori di bambini coinvolti nella guerra”, conl’ausilio di sonorità create da Brian Eno.
Il nuovo EP è accompagnato da una nuova edizione digitale speciale della fanzine degli U2, Propaganda, con testi, un contributo del produttore Jacknife Lee e articoli dei quattro membri della band, oltre a note di copertina di The Edge, un articolo di Adam Clayton sull’arte e il percorso di recupero, una conversazione tra Bono e il frate francescano Richard Rohr e fotografie di Larry Mullen Jr. Il primo numero di Propaganda fu distribuito ai fan degli U2 40 anni fa, nel febbraio del 1986, ispirato alla “cultura delle fanzine fai-da-te dell’era punk che abbracciava attitudine, idee e dialogo”.

