Mai dire mai, specie nel mondo dello spettacolo. I Red Hot Chili Peppers, da sempre contrari alle esibizioni in playback, si sono dovuti piegare alle esigenze della tv e fare soltanto finta di suonare durante l’halftime show del Super Bowl di domenica scorsa. Voci di un probabile playback della band californiana, on stage insieme a Bruno Mars per il loro classico Give It Away, si erano diffuse subito dopo la performance, visto che sul palco non era presente alcun sistema di amplificazione e che gli slot dei jack di chitarra e basso erano privi di cavi o trasmettitori. Adesso è arrivata la conferma da parte di Flea, il bassista dei RHCP, che ha voluto mettere le cose in chiaro con i propri fan, confermando che l’unico live era quello della voce di Anthony Kiedis. ‘Cari tutti – ha esordito Flea in un messaggio ai propri fan – quando ci è stato chiesto dalla NFL e da Bruno Mars di suonare al Super Bowl il nostro pezzo Give It Away ci è stato subito detto chiaramente che la voce sarebbe stata live, ma basso, batteria e chitarra sarebbero stati pre-registrati. E capisco la richiesta della NFL, visto che c’è pochissimo tempo per preparare il palco’. Una condizione, quella posto dalla NFL, che ha creato non pochi problemi di ordine ‘morale’ ai RHCP, visto che la loro posizione sulla questione è sempre stata piuttosto chiara: nessun playback, mai. E invece… ‘Eravamo molto confusi, non sapevamo se farlo o meno, ma poi abbiamo deciso per il sì, perché era una cosa pazzesca, una di quelle storie folli che ti capitano una volta nella vita e volevamo solo divertirci e farla’.
Flea ha dunque raccontato come è stato realizzato lo show. ‘Ho incontrato Bruno, che è una persona bellissima, un musicista pieno di talento, e abbiamo preso accordi per fare qualcosa che sembrava divertente. Poi abbiamo inciso il brano per quel giorno, abbiamo suonato come matti secondo lo spirito delle versioni che abbiamo eseguito dal vivo negli ultimi anni’, continua Flea, che ha spiegato come la scelta di non collegare i jack, camuffando così il playback, sia stata voluta. “Sicuramente avremmo potuto collegarli e ora non saremmo qui a discuterne. Ma abbiamo pensato che fosse meglio non fingere. Ci è sembrata la cosa più onesta da fare, in quelle circostanze. Era come fare un video musicale davanti a milioni di persone, solo che la voce era live e avevamo solo una chance per farlo bene’.

