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Seconda tranche italiana per l’acclamato “Accelerate Tour” (questa volta nei palazzetti) della band di Athens, Georgia. Davanti ad un pubblico caldissimo (sold out) un Michael Stipe sempre elegante e in gran forma, così come lo avevamo visto quest’estate, balza sul palco e apre con “Living Well Is the Best Revenge”, con lui i fedeli Mike Mills al basso, sempre più in versione country-rock e Peter Buck, molto probabilmente raggiante dopo che la sua famosa chitarra, la Rickenbacker con cui suonava dal 1982, rubata durante l’esibizione di Helnsinki, è stata ritrovata.
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Lo show propone un’equilibrata alternanza tra brani nuovi “Man-Sized Wreath”, “Hollowman”, “Horse To Water”, “Supernatural Superserious” e pezzi storici come “Drive”, “Walk Unafraid”, “Imitation Of Life”, “The Great Beyond” e una toccante “Let Me In”, in versione acustica con Peter Buck al piano.
E proprio durante l’esecuzione di due pezzi leggendari come “The One I Love” e “Losing My Religion” Michael Stipe scende dal palco e si mischia cantando con le persone nelle prime file come fosse un solo grande, emozionante abbraccio. Ma non è l’unica sorpresa della serata. Le due ore di concerto si chiudono, prima dei classici “It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)” e “Man On The Moon” con la magica “Sweetness Follows” in versione acustica.
Foto e testo
Silvia ChiappaloneGuarda le foto del concerto







