Robert Plant: “I Led Zeppelin erano un trio con davanti un cantante da matrimoni, me”

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Robert Plant: “I Led Zeppelin erano un trio con davanti un cantante da matrimoni, me”

Secondo il frontman la vera forza della band erano Page, Bonham e Jones. L'esempio migliore è Achilles Last Stand del 1977

Tra i capolavori dei Led Zeppelin più amati dai fan c’è sicuramente Achilles’ Last Stand: questo brano, contenuto nell’album Presence uscito nel 1976, fu scritto da Robert Plant e Jimmy Page. Il cantante, nello specifico, scrisse il testo e lo fece in un momento molto difficile della sua vita, ossia dopo il terribile incidente stradale per colpa del quale sia lui che sua moglie Maureen finirono sulla sedia a rotelle per un periodo abbastanza lungo. 

Anche lo stesso Robert Plant riconosce che questa canzone è una delle migliori della storia della band e, con grande modestia e umiltà, sostiene che il merito sia soprattutto dei suoi compagni di sempre: “Immaginate i Led Zeppelin come un trio – ha detto durante l’ultima puntata del suo podcast Digging Deepdico sul serio, un trio con un cantante da matrimoni in piedi davanti a loro. Il mio entusiasmo ha contribuito molto ma la verità è che questi ragazzi erano incredibili... Sebbene Presence non sia l’album più semplice da ascoltare... l’interazione e la fusione della musicalità di questi tre ragazzi in quella canzone sono assurde.

Nell’intervista Plant ha poi ricordato il momento in cui ha scritto il testo di Achilles Last Stand: si trovava in una stanza di hotel con una gamba e un braccio messi davvero male e ha iniziato a scrivere per provare a reagire al suo grande desiderio di fuggire da quella terribile situazione. “Quando ho scritto quel testo era un momento di grande disagio – ha raccontato – e per questo motivo era anche un momento particolare. Ho iniziato a scrivere di libertà e della voglia di fuggire. Il desiderio che si percepisce in tutta la canzone è quello di riuscire a raggiungere un posto che sia una sorta di ricompensa... in sostanza, la canzone parla delle montagne dell’Atlante e del desiderio di tornare in Marocco”.

Robert Plant, in effetti, era già stato in questo paese e in quel periodo desiderava tornarci perché per lui il suo primo viaggio nel Nord Africa ha rappresentato “l’esperienza più incredibile” mai fatta, durante la quale ha detto di aver vissuto “un crescendo di bellezza e assurdità”. Quando ha scritto Achilles Last Stand, Plant provava questo profondo desiderio di compiere di nuovo un viaggio simile, proprio nel momento in cui, invece, non poteva muoversi: “È stato davvero un inferno – ha spiegato, parlando della convalescenza dopo l’incidente stradale – perché era un periodo molto importante della mia vita, un periodo in cui avevo bisogno che funzionasse tutto. Io e mia moglie avevano due bambini, la nostra famiglia è stata completamente fatta a pezzi in quei mesi. È stato davvero molto difficile dopo riuscire a rimettere le cose a posto”.

Infine, nel podcast Robert Plant ha parlato del suo desiderio di tornare sui monti del Galles insieme al suo cane e ha poi anche affermato di non avere alcuna intenzione di ritirarsi dalle scene, né tanto meno di prendersi una pausa. “Fermarmi? – ha concluso scherzando – ne parlerò col mio cane!”. E in effetti, il cantante sembra proprio non volersi fermare: proprio qualche giorno fa ha partecipato al Secret Solstice Festival in Islanda e si è esibito cantando Immigrant Song, uno dei pezzi più belli del repertorio dei Led Zeppelin che, tra l'altro, non eseguiva dal vivo dal 1996.

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