Guns N' Roses, Axl Rose e il più grande rimpianto della sua vita: "Non ho salvato un amico in difficoltà"

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Guns N' Roses, Axl Rose e il più grande rimpianto della sua vita: "Non ho salvato un amico in difficoltà"

Il frontman della band di Los Angeles e gli esordi durante il successo di Appetite for Destruction

Alla fine degli anni ’80, dopo l’esordio devastante dei Guns N' Roses nel 1987 con l’album di debutto più venduto del rock americano, Appetite for Destruction, Axl Rose è diventato il simbolo dello stile di vita rock’n’roll più sfrenato e provocatorio. Il suo atteggiamento sul palco e le sue dichiarazioni aggressive (oltre ai leggendari ritardi dei concerti dei Guns N' Roses, di cui non si è mai scusato) lo hanno reso una delle rockstar più controverse del mondo, almeno fino al ritorno con la band nel 2016 e al Not in Tis Lifetime Tour in cui ha trovato la serenità con i compagni di band Sash e Duff McKagan e la dedizione totale al pubblico, completando ogni data di un tour infinito e dando sempre il massimo.

Ma la sua vita difficile, vissuta con una band lanciata verso il successo mondiale e la presunta arroganza che molti fan e critici gli rimproverano non gli hanno impedito di vivere momenti di profonda crisi personale. In una storica intervista con la rivista Rolling Stone Usa del 1989, Axl Rose ha detto qual è stato il più grande rimpianto della sua vita.

È una storia di decadenza rock’n’roll che ha causato la morte di un ragazzo di soli 21 anni, Todd Crew, bassista della band hard rock di San Francisco Jetboy. Fondati nel 1983 dai chitarristi Billy Rowe e Fernie Rod, i Jetboy si sono trasferiti a Los Angeles nel 1986, attirati dalla scena glam metal della città e in cerca di un’occasione. Dopo aver firmato un contratto con la Elektra Records hanno esordito nel 1988 con l’album Feel the Shake, ma in quel momento Todd Crew se ne era già andato, sostituito da Sami Yaffa degli Hanoi Rocks. Grazie alla sua amicizia con i Guns nata sui palchi dei locali di Sunset Boulevard, Todd si unisce alla band come roadie e diventa il tecnico delle chitarre di Slash.

Nel luglio 1987, nel pieno dell’esplosione della bomba Appetite for Destruction, Todd Crew muore dopo una lunga notte di droga e alcol passata con Slash e la pornostar Lois Ayres in una stanza del Milford Plaza Hotel di New York. «Non ho avuto tempo di parlare con Todd prima di partire per New York» ha raccontato Axl Rose, «Sentivo l’esigenza di farlo, ero preoccupato per lui. Non l’ho aiutato, speravo di avere il tempo di farlo. Non ho salvato un amico in difficoltà, è il mio più grande rimpianto». Slash ha fatto un racconto drammatico di quella notte maledetta: «Todd si è fatto di eroina e non era abituato. Ha smesso di respirare, ho chiamato l’ambulanza ma non c’era niente da fare. È morto tra le mia braccia a soli 21 anni». I membri dei Jetboy, che si sono sciolti nel 1992  e poi sono tornati insieme dopo 20 anni per registrare l’EP Off Your Rocker nel 2010, seguito dall’album Born to Fly del 2019, hanno raccontato una versione diversa degli eventi, e non hanno mai perdonato Slash: «È un bugiardo» hanno dichiarato, «Todd è andato in overdose due volte quella notte, e dopo la prima nessuno ha chiamato l’ambulanza, si sono spaventati e sono scappati lasciandolo solo, compreso Slash». Qualunque sia la verità, la fine di Todd Crew è un altro capitolo triste nella storia del rock americano degli anni 80.

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