Quentin Tarantino racconta i suoi tre film preferiti di sempre (e non mancano le sorprese)

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Quentin Tarantino racconta i suoi tre film preferiti di sempre (e non mancano le sorprese)

Il regista più rock'n'roll di sempre descrive così la sua formazione: "No, non ho studiato. Sono solo andato al cinema"

Nel 1993, dopo il successo del primo film Le Iene, durante un’intervista qualcuno ha chiesto a Quentin Tarantino se avesse mai studiato cinema, e lui ha dato una risposta che è entrata nella storia del suo personaggio: «No, sono andato al cinema». Il ribelle che ha cambiato le regole del cinema inventando il genere pulp, lanciandolo al successo nel mondo con Pulp Fiction e portando lo spirito dissacrante e provocatorio del rock’n’roll a Hollywood è soprattutto un fanatico di cinema, profondo conoscitore di ogni genere, dallo spaghetti western ai film di arti marziali cinesi agli horror italiani, fino alla blaxploitation anni 70 ed è riuscito a fondere tutte le sue influenze in un linguaggio cinematografico innovativo e assolutamente personale. «La mia testa è come una spugna» ha detto in un’intervista con il podcast The Talks, «Ascolto tutto quello che le persone dicono: se qualcuno mi racconta una barzelletta o una storia interessante della propria vita, io me la ricordo».

Quentin Tarantino ha anche svelato la sua top 3 dei film preferiti di tutti i tempi, spiegando in modo molto dettagliato ognuna delle sue tre scelte.

Eccole: 

Il Buono il Brutto e il Cattivo. Sergio Leone, 1966

Sergio Leone è il primo regista ad aver usato la musica per i tagli, e lo ha fatto in un modo unico. Prima veniva fatto quasi a caso, adesso invece prendiamo una canzone rock e tagliamo le scene seguendo i cambi di tempo della canzone. "È iniziato tutto con Leone e Ennio Morricone in questo film" ha detto Quentin Tarantino, spiegando quanto il genere spaghetti western inventato dal regista italiano lo abbia influenzato: "E’ selvaggio, grandioso, mai eccessivamente sentimentale ed estremamente realistico".

Taxi Driver. Martin Scorsese, 1976

«Uno dei film più grandi che siano mai stati fatti, e senza dubbio il più grande degli anni 70» ha detto Quentin Tarantino a proposito della storia del tassista Travis Bickle e della sua caduta inarrestabile nella spirale di follia che lo trasforma in un giustiziere destinato all’autodistruzione, sullo sfondo di una New York in declino da punto di vista umano e sociale descritta da Martin Scorsese attraverso alcune tra  le scene più dure mai viste al cinema. «Credo che il personaggio di Travis Bickle sia la trasposizione sullo schermo di una sceneggiatura in prima persona più perfetta che sia mai stata fatta» ha detto Tarantino.

Abbott And Costello Meet Frankenstein. Charles Barton, 1948

La scelta bizzarra che ci si aspetta da ogni classifica delle cose preferite da Quentin Tarantino: una commedia horror con Abbott e Costello (in Italiano i nomi dei protagonisti sono tradotti in Gianni e Pinotto) che incontrano il mostro più famoso del cinema, Frankenstein nel castello di Dracula (interpretato dal grande Bela Lugosi), con un’apparizione speciale anche del terzo grande mostro creato dalla Universal negli anni ’30, L’Uomo Lupo: «E’ il film che ha messo insieme i miei due generi cinematografici preferiti da bambino, quando ancora non sapevo nemmeno cosa fosse un genere cinematografico: i film di mostri e le commedie». Tarantino ha detto che Abbott e Costello Meet Frankenstein gli ha mostrato per la prima volta come ribaltare le regole e creare qualcosa di incredibile.

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