Nirvana, la vera storia della copertina di Nevermind

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Nirvana, la vera storia della copertina di Nevermind

La storia di una delle copertine più famose e riconoscibili dell'intera musica mondiale

Nevermind è un album cult degli anni ’90, un disco che ha segnato un’epoca e una generazione. Con questo lavoro pubblicato nel 1991, i Nirvana raggiunsero la fama internazionale: a rendere questo disco un’icona di quegli anni non sono solo pezzi come Smells Like Teen Spirit, Come As You Are, Lithium o In Bloom, ma anche la copertina dell’album stesso. La cover con la foto del bambino che nuota nudo in una piscina guardando un dollaro appeso all’amo di una canna da pesca è ormai tra le più famose della storia del rock.

Oggi questa immagine può sembrare del tutto normale, ma in realtà per quell’epoca non lo era affatto: pubblicare la foto di un bambino con i genitali ben in vista era del tutto insolito, soprattutto per l’album che avrebbe segnato il debutto di una band con una grande casa discografica. La cosa più sorprendente è che la major in questione, la Geffen, alla fine lasciò che la band scegliesse autonomamente la foto per la cover di Nevermind: ovviamente provarono a far cambiare idea ai musicisti, ma non ci riuscirono. I Nirvana erano determinati a portare avanti la loro idea e non avevano alcuna intenzione di scendere a compromessi. Così, alla fine, la Geffen fu costretta ad arrendersi e, visto il successo dell’album, forse fece la cosa giusta.

Il bambino che compare nella foto di copertina era Spencer Elden: oggi è un adulto e prova sentimenti contrastanti nei confronti di questa cover dove è apparso nudo. Da una parte, ritiene sia un onore, ma dall’altra, sostiene sia piuttosto strano pensare che milioni di persone abbiano in casa un disco con la foto in cui compare nudo come copertina.

A partorire l’idea per la cover fu, neanche a dirlo, Kurt Cobain: il frontman ebbe l’ispirazione giusta mentre guardava un programma televisivo in cui si parlava dei parti in acqua. Successivamente, il cantante presentò il suo progetto all’art director della Geffen, Robert Fisher, il quale si mise subito all’opera per trovare delle immagini sull’argomento. L’idea fu subito scartata dai capi della casa discografica ma alla fine trovarono un compromesso: la foto di un bambino che nuota nell’acqua per l’appunto. Tuttavia, anziché spendere soldi per una foto di stock, l’etichetta discografica decise di creare un’immagine originale.

A quel punto Fisher incaricò il fotografo Kirk Weddle di trovare una piscina nelle vicinanze per scattare la foto in questione, dopo aver trovato anche il bambino che ne sarebbe diventato il protagonista, il figlio di un suo amico che ricevette un compenso di appena 200 dollari. In seguito, la Geffen protestò di nuovo di fronte all’idea di mostrare i genitali del bimbo e fece di tutto per far cambiare idea ai Nirvana. Cobain accettò di coprire la parte in questione, a patto che sopra ci fosse messo un adesivo con su scritto “Se questo vi offende, allora forse siete dei pedofili latenti”. Alla fine, ancora una volta, i discografici furono costretti a capitolare, preferendo mostrare i genitali del bambino piuttosto che inserire una frase del genere.

Nessuno immaginava che Nevermind avrebbe ottenuto un così grande successo, neanche i genitori di Spencer Elden che non ci pensarono due volte ad accettare la proposta per il servizio fotografico, ignari del fatto che la foto del loro bambino nudo sarebbe finita su una delle copertine più famose della storia della musica. “Ripensandoci – ha detto Spencer nel 2016 al Time – oggi sembra piuttosto stupido rilasciare interviste su questo argomento, perché io non ho avuto nulla a che fare con quella copertina, ma allo stesso tempo, invece, mi riguarda da vicino. È davvero strano sentirsi parte del momento di gloria di qualcun altro, ritrovarsi sulla scia di quel successo”.

Forse proprio per accettare di essere stato inconsapevolmente parte di tutto questo, Elden si è fatto fare un enorme tatuaggio di Nevermind sul petto. Nonostante questo, non si è ancora reso pienamente conto del suo ruolo nella storia musica, una situazione della quale non ha scelto lui di far parte: “Sono rimasto un po’ deluso per un po’ di tempo – ha raccontato – ho provato a contattare queste persone ma non ho mai incontrato nessuno. Non ho mai ricevuto una telefonata né un’email. Mi sono semplicemente svegliato un giorno e ho scoperto di far parte di questo grande progetto. È piuttosto difficile da spiegare, ti senti famoso per niente, perché in realtà non hai fatto null’altro che il loro album”.

I sentimenti di Spencer sono comprensibili: lui non ha potuto scegliere di comparire su questa copertina, si è ritrovato a dover fare i conti con una fama indesiderata, per qualcosa che non lo riguarda davvero. Questa sua situazione forse rappresenta il lato oscuro di Nevermind, perché è qualcosa che questo ragazzo si porterà dietro per tutta la vita. Per lui l’unica consolazione, forse, potrebbe essere il fatto di essere stato il protagonista di una cover davvero carica di significato: quell’immagine, infatti, riassume esattamente ciò che la società si aspetta da ciascun uomo, ossia passare l’intera vita a inseguire i soldi, dalla nascita fino alla tomba. Si tratta di un tema che i Nirvana hanno affrontato spesso nelle loro canzoni e questa cover non rappresenta altro che un’estensione di un argomento di cui si parla nell’album stesso, un disco che, certamente, anche per l’art-work merita il posto di rilievo che si è guadagnato nella storia della musica.

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