Alice Cooper ha iniziato a fare musica nel 1964 quando ha fondato la sua prima band, una specie di cover band surreale dei Beatles chiamata Earwigs con cui faceva cover improbabili indossando costumi e parrucche come i Fab Fuor. Solo il chitarrista Glen Buxton sapeva suonare (gli altri facevano finta), ma è servito per vincere un concorso di talent emergenti e decidere di formare una vera band dopo aver comprato gli strumenti di seconda mano: diventano The Spiders, poi Nazz e nel 1968 scelgono un nome che doveva sembrare “innocuo” in contrasto con la loro immagine, Alice Cooper.
Ispirandosi ai film, al teatro e all’estetica horror e a molte influenze, dal thriller psicologico “Che fine ha fatto Baby Jane” del 1962 con Bette Davis a “Barbarella” del 1968 (“lo abbiamo guardato a ripetizione” ha raccontato) al surrealismo di Salvador Dalì, dalla psichedelia dei Pink Floyd alle performance del cantante Artur Brown dal concept album Tommy degli Who alle sperimentazioni di Frank Zappa, e superando prima l’indifferenza e poi lo sgomento del pubblico Alice Cooper crea lo “shock rock” un genere che lo identifica in modo unico e originale e influenza l’estetica metal dei decenni successivi.
Oggi, ha detto Alice Cooper in una puntata del podcast di Eddie Trunk, costruire una rockstar come Alice Cooper sarebbe facilissimo: “Con l’Intelligenza Artificiale puoi creare immagine, suono, canzoni. Posso dargli un nome, Starboy o qualcosa del genere, renderlo fantastico anche se non esiste. Posso creare Yungblud in un momento.” Alice Cooper ha spiegato con la sua ironia le questioni legate all’utilizzo senza regole dell’Intelligenza Artificiale: “Se gli dici che vuoi cantare come Tom Petty o Freddie Mercury lui lo fa, ma cosa succede quando questo album di una persona che non esiste vende un sacco di copie? Chi prende i soldi? E poi tutto questo non ha niente a che vedere con la creatività.” Oltre alle questioni pratiche, il punto al centro di un dibattito che coinvolge molti artisti è l’assenza di emozioni umane: “L’IA può scrivere grandi canzoni ma non è mai stata innamorata, non ha avuto delusioni sentimentali, nessuno le ha spezzato il cuore” ha detto Alice Cooper che si è schierato contro l’uso delle canzoni per addestrare i programmi di Intelligenza Artificiale “Non si arrabbia, non è felice, non ha emozioni e sentimenti. Sa solo mettere insieme delle parole ma senza niente dietro. Non so cosa potrà succedere alla musica in futuro.”
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