Steven Knight, creatore della serie di culto Peaky Blinders e produttore del documentario sulla reunion degli Oasis, Don’t Look Back in Anger presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato accolto con otto minuti di standing ovation ha descritto il progetto usando una delle parole preferite da Liam Gallagher: “Biblico” e descrivendolo come “Il viaggio di due eroi della working class attraverso il perdono, verso la redenzione“. Due rockstar, due fratelli, una band simbolo e una storia che finisce tra litigi e follie e poi torna ad essere rilevante con un tour monumentale che scuote la coscienza di una intera nazione. Steven Knight ha raccontato che tutto è iniziato quando ha girato il videoclip del singolo solista di Liam Gallagher One of Us: “L’ho fatto gratis, e in cambio gli ho chiesto di partecipare al Peaky Blinders Festival, e lui è stato grandioso!“. A Natale del 2024, Knight ha ricevuto un messaggio: “Abbiamo un progetto che potrebbe interessarti“. È il suo primo documentario, e Steven Knight si concentra sul rapporto tra Liam e Noel: “Sedici anni di litigi finiti su tutti i giornali, che si risolvono sul palco. Quando racconti una storia non puoi scegliere di avere un happy ending, speri solo che ci sia. Ed eccolo qui.”
La prima scelta è piazzare dieci telecamere nascoste e operate da remoto nel magazzino trasformato in sala prove dove Liam e Noel tornano a suonare insieme per la prima volta: “Credo che Liam non se ne sia mai accorto, e noi potevamo osservare tutto. Sono due ragazzi della working class, non sono abituati ad esprimere le emozioni. Il loro rapporto si è ricostruito suonando e cantando le canzoni, ed è per questo che la gente è rimasta così colpita dalla reunion.” Steven Knight ha raccontato il momento in cui ha visto Liam e Noel di nuovo uniti come fratelli: “Quando hanno provato una strofa di Slide Away, si sono passati il microfono e hanno sorriso. Era il primo giorno. E poi c’è il momento in cui Liam ha preso la mano di Noel a Cardiff ed è uscito sul palco.”
Liam ha raccontato che i loro figli più piccoli non si erano mai incontrati: “Durante il tour sono diventati inseparabili. Ho pensato: questa è una famiglia che si riunisce.” Per quanto riguarda il suono, la potenza e l’intensità dei concerti: “Non erano solo in ottima forma, ma meglio di come sono mai stati. Nessuno si aspettava il successo del tour, Noel pensava di fare le arene non gli stadi. La domanda a cui ho voluto rispondere con questo documentario è: perchè dopo sedici ani questa musica e queste canzoni sono più grandi che mai? Perchè sono passate da una generazione all’altra? Ho varie teorie, una è che quella canzoni hanno un valore universale quasi mistico e ogni persona trova un significato che lo riguarda direttamente. Gettano un ponte tra generazioni diverse, ognuna con la propria interpretazione e sono tutti insieme, nello stesso luogo e nello stesso momento uniti nella stessa emozione. Per questo nel pubblico piangevano e si abbracciavano tutti.”

