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Virgin Radio Rock News The Cure, Robert Smith: “Il nuovo album è pronto e ne abbiamo un altro più pop in arrivo”

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The Cure, Robert Smith: “Il nuovo album è pronto e ne abbiamo un altro più pop in arrivo”

Il frontman della band inglese: "Abbiamo scritto così tante canzoni che abbiamo dovuto distribuirle in tre dischi diversi"

Secondo Robert Smith, i The Cure sono pronti per tornare con nuova musica, a due anni di distanza da Songs of a Lost World che è stato un enorme successo in tutto il mondo, numero uno in classifica in Inghilterra nel 2024: «Il lavoro in studio è finito, stiamo per consegnare tutto alla nostra etichetta». Cambia però la quantità di lavoro prodotto dalla band: non solo un album che dovrebbe essere il seguito di Songs of a Lost World come contenuti ed atmosfera, ma anche un secondo album «Molto più dark» e infine un terzo «Decisamente pop» ha dichiarato Robert Smith in una nuova intervista.

«Abbiamo scritto così tante canzoni che abbiamo dovuto distribuirle in tre dischi diversi». L’esplosione creativa è frutto dell’arrivo nella band del visionario chitarrista Reeves Gabrels, entrano nella formazione dal vivo già nel 2019 ma presente in studio solo a partire dalle session di Songs of a Lost World e della risposta del pubblico: «Abbiamo attirato un pubblico più giovane» ha detto Robert Smith. Durante l’ultimo festival di Glastonbury e nella prima data del tour europeo al Primavera Sound di Barcellona, Robert Smith ha diviso il palco con un’ospite speciale, la popstar Olivia Rodrigo. «Molti diranno: ecco, hanno fatto un disco pop perché sono stati influenzati da Olivia Rodrigo» ha detto Robert Smith, «Il suono del nostro terzo album è pop ma non ha niente a che vedere con Olivia dal punto di vista melodico, ed è almeno 20bpm più lento di quello che fa lei. È la mia visione dei Cure Pop, e diciamo che in confronto a Songs of a Lost World è davvero veloce».

Intanto, il pubblico può perdersi ancora nella riflessioni esistenziali e nelle atmosfere del primo album in arrivo, in cui Robert Smith torna a parlare di mortalità, tempo che passa, ricordi e nostalgia del passato: «È ancora più triste di Songs of a Lost World» ha detto, «È un’altra prospettiva su quei temi».