Il riff di chitarra più iconico degli anni duemila, Seven Nation Army dei White Stripes è nato secondo Jack White il 29 gennaio 2002 durante le prove di un concerto al Corner Hotel di Melbourne in Australia. Jack White lo ha fatto sentire a Ben Swank, uno dei soci con cui nel 2001 ha fondato l’etichetta indipendente Third Man Records: “Lui ha alzato le spalle e ha detto: bello, ma non mi sembra niente di speciale.”
Un giudizio che ha spinto al limite l’istinto creativo del musicista indie più ossessionato dal suono della sua generazione, “Quando qualcuno ti dice così ti spinge a dire: no, c’è qualcosa. Non lo vedi ancora. Ce la farò.” Anche il titolo inizialmente è provvisorio: Seven Nation Army è il modo in cui da bambino Jack White pronunciava il nome Salvation Army. Comincia a perfezionare il riff, che sembra fatto con il basso ma in realtà è una chitarra passata in un effetto “pitch shift” della DigiTech chiamato Whammy, usato da Jonny Greenwood dei Radiohead, Tom Morello e Matt Bellamy ma anche da David Gilmour dei Pink Floyd.
La sua prima idea è conservarlo per scrivere il tema di un film di James Bond (lo farà nel 2008 con Another Way to Die cantata insieme ad Alica Keys per Quantum of Solace), poi lo porta in studio ai Rag Studios di Londra durante le session di Elephant, il quarto album dei White Stripes. “Nessuno lo considerava interessante” ha detto Jack White, “A me sembrava solo diverso da qualunque altra cosa. Però la nostra etichetta non voleva pubblicarlo, preferiva altri brani. Ho dovuto insistere: facciamolo uscire come primo singolo, poi passiamo alle canzoni buone.” Esce il 17 febbraio 2003, porta per la prima volta i White Stripes in America al numero 76, vince un Grammy Award come Best Rock Song e diventa uno dei pezzi più famosi degli anni duemila, rilanciando il garage rock fatto con strumenti vintage. “Volevo solo scrivere una canzone che catturasse l’attenzione del pubblico anche senza avere un ritornello” ha detto Jack White, “Era un esperimento, una sfida con me stesso.”
Seven Nation Army è il riff di chitarra più cercato in rete e studiato dai chitarristi di tutto il mondo, superando Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, Smoke on the Water dei Deep Purple e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. E dopo la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio del 2006 è diventato anche un inno sportivo, cantato (senza testo) negli stadi di tutto il mondo. “Anche da persone che sono nate dopo l’uscita di Elephant e non hanno mai sentito parlare dei White Stripes” ha detto Jack White, “Seguire l’istinto ha funzionato.”

