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Virgin Radio Rock News The Rolling Stones, ecco come nacque il nome della band di Mick Jagger e Keith Richards

The Rolling Stones, ecco come nacque il nome della band di Mick Jagger e Keith Richards

L'intuizione geniale arrivò dal compianto Brian Jones

Il 7 aprile del 1962, Mick Jagger e Keith Richards incontrano per la prima volta Brian Jones mentre suona all’Ealing Blues Club di Londra con i Blues Incorporated di Alexis Korner e rimangono sorpresi dal suo modo di suonare la chitarra slide. Inizia in quel momento la storia della grande rock band di tutti i tempi, i Rolling Stones.

Mick e Keith si conoscono fin da bambini, perché le loro famiglie vivono a pochi isolati di distanza l’una dall’altra a Dartford, nel Kent, una cittadina a venti chilometri a sud est di Londra. Si rivedono per caso una mattina del 17 ottobre 1961 mentre aspettano il treno per andare a scuola alla stazione di Dartford. Mick Jagger, che suona in una band che fa cover blues con il suo amico Dik Taylor ha con sé nella borsa della scuola dei vinili di Chuck Berry e Muddy Waters che attirano l’attenzione di Keith Richards: cominciano a parlare di musica e della loro passione per il blues di Chicago e dopo poche settimane suonano già insieme a casa di Dik Taylor insieme ad Alan Etherington e Bob Beckwith in un quintetto che si fa chiamare The Blues Boys.

Quando arrivano all’Ealing Club hanno una cassetta con qualche brano registrato da fare sentire ad Alexis Korner, che nei primi anni sessanta è il punto di riferimento di tutti i giovani musicisti inglesi appassionati di blues: nei suoi Blues Incorporated hanno suonato anche Ginger Baker e Jack Bruce dei Cream, Rod Stewart, John Mayall, Jimmy Page e Charlie Watts, il futuro batterista degli Stones.

Una band aperta che suona ogni sera all’Ealing Club, in cui i vari membri vanno e vengono in continuazione. Brian Jones non fa più parte dei Blues Incorporated quando mette un annuncio sulla rivista Jazz Weekly il 2 maggio del 1962  per formare un nuovo gruppo. Il primo a rispondere è il tastierista Ian Stewart che trova uno spazio per provare e invita a suonare i suoi amici Keith Richards e Mick Jagger. Nella prima prova ci sono anche il cantante Brian Kinght e il chitarrista Geoff Bradford che però decidono di non entrare nella band: Jagger e Richards hanno una visione, vogliono portare il groove di Chuck Berry e Bo Diddley nella musica inglese, trasformando le loro origini blues in un nuovo genere, il rock’n’roll. Nel giugno del 1962, con l’arrivo di Tony Chapman alla batteria, e la conferma di Dik Taylor (che il 7 dicembre viene sostituito al basso da Bill Wyman, scelto dopo un’audizione in un pub di Chelsea) la band  è completa. Manca solo il nome. E’ Brian Jones ad avere l’idea per un nome che diventa uno dei simboli del rock, il marchio globale di 60 anni di storia della musica, celebrata nel 2022 con il Sixty Tour che arriverà in Italia il 21 giugno con una data storica allo stadio San Siro di Milano.

Brian Jones è al telefono con un giornalista del Jazz News che gli chiede come si chiama la band. Jones si guarda intorno, e vede sul pavimento dell’appartamento in cui suonano e vivono tutti insieme a Chelsea un vinile del padre del blues di Chicago, Muddy Waters, in cui c’è una canzone intitolata Rollin’ Stone (da un espressione popolare del sud degli Stati Uniti, “A rolling stone gather no moss”, “una pietra rotolante non si copre mai di muschio”). Jones ci pensa un attimo e risponde: «Il nome della band è The Rolling Stones». Il 12 luglio 1962 la band sale sul palco del Marquee Club di Londra con il nome definitivo, e il 12 gennaio 1963 la formazione si completa con l’arrivo di Charlie Watts alla batteria.

L’avventura dei Rolling Stones comincia nel febbraio del 1963 quando il promoter Giorgio Gomelski offre alla band un contratto per suonare ogni domenica al Crawdaddy Club di Richmond a sud di Londra.

Il cerchio dell’ispirazione di Muddy Waters si chiude durante il tour americano del 1981, quando i Rolling Stones sono la band più famosa del mondo: il 22 novembre Mick Jagger e Keith Richards lo invitano sul palco dello storico Checkerboard Loung Club a South Side Chicago (fondato da Buddy Guy nel 1972) per uno degli ultimi concerti della sua vita. Il leggendario bluesman muore il 30 aprile 1983 a 70 anni e dopo aver creato con il suo stile unico di suonare la chitarra il blues elettrico di Chicago entra nella storia anche per aver influenzato e dato il nome alla band che da 60 anni rappresenta e porta avanti la storia del rock.