La vita di John Deacon, il bassista dei Queen che ha lasciato la band dopo la scomparsa di Freddie Mercury è sempre più un mistero.
Dopo aver partecipato al concerto benefico Freddie Mercury Tribute nell’aprile 1992 per suonare le canzoni dei Queen davanti a centomila persone allo stadio di Wembley con alcune delle più grandi star del rock (David Bowie, Robert Plant, Elton John, Axl Rose, Roger Daltrey) e aver suonato nel disco postumo Made in Heaven con cui i Queen hanno portato a compimento la volontà di Freddie trasformando in un album della band le sue ultime registrazioni vocali (e dopo una ultima breve performance di una sola canzone alla prima del balletto di Bejart dedicato a Freddie), John Deacon si è ritirato dalla musica. Vive a Putney, un quartiere residenziale a sud di Londra con la moglie Veronica con cui è sposato dal 1976, circondato dalla sua numerosa famiglia (hanno sei figli e diversi nipoti) e le uniche immagini che sono stata scattate dai magazine inglesi lo mostrano come un normale signore di 70 anni che va a fare la spesa e gira per il suo quartiere. In realtà John Deacon è uno dei musicisti più ricchi d’Inghilterra (grazie ai diritti di hit mondiali dei Queen come Another One Bites the Dust e I Want to Break Free) e mantiene ancora il suo ruolo nella gestione dell’eredità della band.
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In passato Brian May ha sempre detto che lui e Roger Taylor coinvolgono John Deacon in ogni decisione riguardante i Queen: «John Deacon è sempre John Deacon. Non parla molto ma sa farsi ascoltare quando serve». Il batterista dei Queen Roger Taylor invece ha detto che la band non ha contatti con John da molto tempo: «Non abbiamo più sentito niente di lui. Nemmeno un grugnito di disapprovazione». John Deacon, che è entrato nella band per ultimo nel 1971 era profondamente legato a Freddie Mecury ed è quello che ha subito il colpo più duro dalla sua tragica morte il 24 novembre 1991: «Ci è voluto un anno solo per ricominciare a pensare di fare qualcosa» ha detto Roger Taylor, «Io continuavo a dire a me stesso: stai calmo, fermati, cerca di vivere nel presente. John non ha retto, e ha deciso che non voleva più avere nulla a che fare con la musica. Questo ha segnato la fine dei Queen».
Brian May ha confermato: «John non vuole essere coinvolto, vive la sua vita e noi lo rispettiamo anche se ci dispiace perché sarebbe bello averlo ancora al nostri fianco». La decisione di John Deacon è un atto di coraggio, una scelta di vita e anche un segno di profonda considerazione verso il suo amico Freddie Mercury: senza di lui i Queen non esistono. Resta nel pubblico la curiosità su cosa stia facendo e su quanto sia partecipe del continuo e inarrestabile seguito dei Queen (che nel 2021 sono stati il quarto nome più ascoltato in assoluto in streaming nel mondo) e dell’eredità che Roger Taylor e Brian May stanno portando avanti con i tour mondiali del progetto Queen + Adam Lambert e il clamoroso successo del film Bohemian Rhapsody. Anche May e Taylor se lo chiedono spesso: «Non sappiamo se ha visto il film, forse qualcuno dei suoi figli o nipoti lo ha portato al cinema» ha detto Taylor, «Credo che l’attore che lo interpreta Joe Mazzello abbia fatto un gran lavoro, anche se lo ha fatto parlare in un modo un po’ troppo raffinato. John era di Leicester, aveva l’accento del nord». Oltre a Rami Malek (che ha vinto un Oscar per la sua incredibile interpretazione di Freddie Mercury) il batterista e il chitarrista dei Queen hanno comunque elogiato il lavoro di Gwilym Lee e Ben Hardy che li hanno interpretati in Bohemaina Rhapsody: «Sono fantastici» ha detto Taylor, «Devono aver visto i nostri video e le immagini per ore».

