Pink Floyd, Waters rivela di aver provato a riavvicinarsi a Gilmour ma senza successo: “Ha censurato il mio film sul sito della band”

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Pink Floyd, Waters rivela di aver provato a riavvicinarsi a Gilmour ma senza successo: “Ha censurato il mio film sul sito della band”

Sebbene i fan non smettano di sperare, una riconciliazione tra i due musicisti sembra davvero impossibile

In questi anni di grandi reunion e tour d’addio, sono tanti i fan che non smettono di sperare in un tour dei Pink Floyd che veda di nuovo sul palco insieme Roger Waters e David Gilmour, oltre che Nick Mason. Mentre quest’ultimo anche di recente ha ribadito di essere pronto per questa eventualità, gli altri due purtroppo non ci pensano affatto.

Com’è noto, tra i due chitarristi i rapporti sono tesi da tempo; in realtà, tre mesi fa pare ci sia stato un tentativo di riconciliazione partito da Roger Waters. In una nuova intervista per Rolling Stone, il cantante ha infatti rivelato che, durante una conversazione con Gilmour lo scorso giugno, gli ha presentato un “grande piano di pace”. Secondo quanto ha raccontato, però, il suo tentativo è stato vano e per lui è stato come, ironia della sorte, scontrarsi contro un muro. 

Mi avrebbe fatto piacere se mi avesse dato la possibilità di pubblicizzare il mio film Us + Them sul sito dei Pink Floyd – ha spiegato Waters – ma non me lo ha concesso. Ha censurato il film e mi è stata negata la possibilità di sponsorizzare qualsiasi cosa su quel sito”.

Quando ci siamo incontrati a giugno – ha raccontato ancora Waters – gli ho parlato del mio piano di pace ma non è servito a niente e tutto ciò è molto triste. Immagino che tutti i fan dei Pink Floyd siano dispiaciuti di saperlo. Tutti loro speravano che un giorno noi ci saremmo baciati e abbracciati e che tutto sarebbe finito bene, che ogni cosa sarebbe stata meravigliosa in questo meraviglioso mondo. Ebbene – ha proseguito – non sarebbe affatto così per me, perché se nel 1985 ho deciso di lasciare i Pink Floyd è stato per una ragione ben precisa, ossia che volevo andare avanti con mio lavoro solista. Grazie al cielo ci sono riuscito. Il lavoro è la ricompensa. Sono rimasto molto contento di vedere che nella recensione del film fatta da Variety siano riusciti a collegare i punti tra Dark Side of the Moon, Animals, Amused to Death e Is This the Life We Really Want?. È stato gratificante. Ad ogni modo, lasciamo perdere questo discorso. Ho detto anche troppo”.

Quello tra Roger Waters e Nick Mason, invece, è sempre rimasto un rapporto di amicizia e il cantante ha molto apprezzato il tour che il batterista ha fatto di recente. A New York lo ha persino raggiunto sul palco per suonare insieme a lui Set the Controls for the Heart of the Sun, brano contenuto nel secondo album dei Pink Floyd, A Saucerful of Secrets, uscito nel 1968.

La band di Nick è stata davvero una piacevole sorpresa per me – ha detto Waters in proposito – mi è davvero piaciuto suonare con lui ovviamente, voglio molto bene a Nick, è da sempre un caro amico e per fortuna abbiamo ripreso i contatti. Ci vediamo spesso e lo adoro. L’atmosfera quella sera – ha continuato riferendosi all’esibizione – era meravigliosa. Non avrei potuto essere più felice di poter condividere il palco e cantare una delle mie canzoni con quella band. Guy Pratt è stato grande alla voce e alla chitarra. Dei Pink Floyd ne sa molto visto che ha lavorato con Gilmour per molti anni. E penso che anche Nick sia stato grande, così come gli altri musicisti del gruppo, davvero splendidi”.

Quando gli è stato chiesto se nei suoi progetti potrebbe esserci anche un tour non su larga scala per suonare le canzoni più vecchie, come quella eseguita con Nick Mason e i Saucerful of Secrets, Roger Waters ha risposto che una cosa del genere non avrebbe senso: “Perché mai dovrei farlo? Io scrivo nuovi pezzi continuamente – ha detto – andrò avanti a fare ciò che ho sempre fatto. Il mio lavoro è quello di pensare ‘Bene, cosa posso fare per rendere il rock and roll più interessante, teatrale, entusiasmante, sia a livello visivo che musicale?’. Ecco cosa ho fatto negli ultimi 50 anni – ha sottolineato per poi concludere – ho cercato di esprimere me stesso. E intendo continuare a farlo. Andare in qualche locale a suonare Set the Controls è, invece, la cosa che mi interesserebbe di meno fare”.

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