Joker, l'incredibile trasformazione fisica e mentale di Joaquin Phoenix: “Per interpretarlo ho rischiato di impazzire”

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Joker, l'incredibile trasformazione fisica e mentale di Joaquin Phoenix: “Per interpretarlo ho rischiato di impazzire”

Dopo il grandioso successo dell’anteprima a Venezia, l’attore rivela i retroscena del film che lo vede come protagonista

L’attesissimo film Joker, in uscita nei cinema italiani il prossimo 3 ottobre, è stato presentato in anteprima lo scorso weekend a Venezia, durante la 76esima edizione della celebre Mostra del Cinema. Il successo ottenuto in questa occasione dalla pellicola diretta da Todd Philips è incredibile: al termine della proiezione, infatti, c’è stata addirittura una standing ovation durata ben otto minuti. Ovviamente, oltre che del regista e della produzione, il merito è dell’attore che ha interpretato il ruolo del protagonista, ovvero Joaquin Phoenix.

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Magical night. #joker #venezia76

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Com'è noto, questo film narra del passato di Joker, la sua storia, le sue origini e ciò che lo ha portato a diventare il pericoloso criminale che abbiamo imparato a conoscere in tanti altri film. O almeno che credevamo di conoscere: sì, perché forse è solo in questa pellicola che la verità sul macabro villain dall'inquietante ghigno viene fuori, perché in questo caso ci viene mostrato Arthur Fleck in tutta la sua fragilità umana, nel percorso che alla fine lo condurrà alla follia.

Lavorare a questo film non è stato un compito facile per Joaquin Phoenix perché, in un certo senso, ha rischiato di rimanere intrappolato nel suo personaggio, per il quale si è impegnato letteralmente con corpo e anima: per calarsi a pieno nei suoi panni, infatti, ha dovuto perdere molti chili, circa 25, in un periodo di tempo molto breve. Un cambiamento così rapido nel suo fisico non è stato semplice da affrontare: “Finisce per colpirti anche a livello psicologico – ha detto l’attore in un’intervista al termine dell’anteprima a Venezia, come riporta l’Hollywood Reporter – inizi a impazzire”.

Forse la cosa più difficile da realizzare per Phoenix è stata la celebre malefica risata di Joker. Per riuscire a interpretarla al meglio ha utilizzato tre diverse modulazioni: la “risata della disperazione”, la “la risata di uno dei tanti” e la “risata di autentica gioia”. L’attore ha studiato e provato questi tre diversi tipi di risata per mesi prima di provarla ufficialmente insieme a Phillips. “Lui voleva che la mia risata fosse quasi qualcosa di doloroso – ha spiegato Phoenix – personalmente penso che la risata di Joker rappresenti una parte di lui che vuole emergere. Credo che noi tutti riusciamo a comprendere cosa significhi questa risata per Joker e questo è un nuovo e originale modo di considerarla. È stato davvero difficile per me. Mi ci è voluto davvero tanto tempo per riuscirci”. 

Nella sceneggiatura di Phillips e del co-autore Scott Silver, in realtà, l’ambigua risata di Joker è un chiaro sintomo di un disturbo psichiatrico. Tuttavia, Phoenix ha spiegato che gli autori hanno deciso di evitare di dichiarare quale fosse esattamente questo disturbo: “A volte ho scoperto che avrei potuto identificarmi in alcune parti della sua personalità o delle sue motivazioni per poi allontanarmi subito dopo da questa idea – ha spiegato l’attore – l’intento è quello di creare una sorta di mistero intorno al personaggio. Durante le riprese ci sembrava di scoprire nuove sfaccettature della sua personalità ogni giorno, fino all’ultimo giorno di lavoro”. 

Per dare vita a un personaggio così complesso, Joaquin Phoenix ha dunque dovuto fare un lavoro incredibile che dimostra il suo grande talento. Interpretare questo ruolo per lui ha rappresentato un’ulteriore esperienza di crescita a livello professionale: “La sua lotta per trovare la felicità, per non sentirsi escluso, per provare amore, è questa la parte di questo personaggio che mi interessava – ha spiegato l’attore – ha rappresentato così tante cose diverse per me. Il personaggio delle prime settimane di riprese era completamente diverso da quello della fine del lavoro. È un personaggio in continua evoluzione. Non ho mai vissuto un’esperienza come questa. Più abbiamo lasciato che tutto fosse spontaneo e imprevedibile e più è diventato entusiasmante”. 

Per poter davvero farsi un’idea sulla verità che si cela dietro a un personaggio come Joker, bisogna attendere di vedere il film; Joaquin Phoenix, però, avendolo interpretato, ha concepito una sua idea in proposito: “Non penso che lo scopo di Joker sia quello di vedere il mondo bruciare – ha detto – lui aveva in mente un obiettivo totalmente differente. All’inizio del film lui cerca la sua identità. Io penso che sia diventato un simbolo ma in modo sbagliato. Il suo scopo era davvero quello di far ridere la gente. Poi ha preso qualche decisione sbagliata, ma non era quello il suo scopo”.

In questi 122 minuti di film, insomma, vedremo un Joker tutto nuovo perché, come ribadito più volte da Phoenix, né lui né il regista hanno tratto spunto dai film precedenti; a giudicare dalla calorosa accoglienza ricevuta a Venezia dagli addetti ai lavori e dal fatto che alcuni critici americani parlano già di Oscar per l’attore, le aspettative su questo film sono sempre più alte. Non resta che attendere l’uscita al cinema per poter scoprire se saranno o meno soddisfatte anche secondo l’opinione del pubblico.

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