Moderatore pubblica su Facebook testi di Bruce Springsteen e Clash e viene licenziato

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Moderatore pubblica su Facebook testi di Bruce Springsteen e Clash e viene licenziato

L’uomo lavorava per una società legata a Facebook che analizzava i commenti postati dagli utenti sui social media

Il dipendente di una società con sede ad Austin, in Texas, alla quale Facebook si rivolge per moderare i commenti postati dagli utenti, è stato licenziato per aver pubblicato sul proprio profilo aziendale brani di Bruce Springsteen, The Clash e Gil Scott Heron. A riferirlo è il Washington Post.

Alla base, ci sarebbe la lotta degli addetti alla moderazione contro i vertici della società (se pur pare che l’uomo fosse nello specifico un addetto al monitoraggio delle truffe pubblicitarie) per ottenere un trattamento economico migliore e un allargamento delle clausole nel contratto riguardanti la riservatezza, che impedirebbero di rivelare a psicologi del lavoro alcuni dettagli traumatizzanti del proprio mestiere.

Dopo diverse, inutili richieste di confronto con i propri superiori, il dipendente ha iniziato a postare brani di protesta come "Know Your Rights" dei Clash e "The Revolution Will Not Be Televised” di Gil Scott Heron, oltre che "Factory" e "The Promised Land" di Bruce Springsteen, ma senza sortire evidentemente gli effetti sperati.

È stato, infatti, dapprima sospeso e, una settimana dopo, informato della decisione di licenziarlo.

A nulla sarebbe servito, da parte dell’uomo, spiegare di essere un musicista e di non cercare in nessun modo di intimidire i suoi superiori: a detta di un dirigente della sua azienda, i testi delle canzoni pubblicate sarebbero stati letti come una minaccia alla sicurezza della società.

La questione ha riportato alla luce la condizione dei moderatori di Facebook: sottopagati, senza alcuna opportunità di promozione, e con problemi di salute mentale a causa delle analisi di un fiume di contenuti inquietanti e del controllo eccessivo da parte della società, che verificherebbe perfino il numero delle visite degli addetti al bagno.

"Non chiediamo a nessuno di essere rimosso dal nostro account, senza una buona ragione", ha risposto un portavoce di Facebook, mentre Accenture ha rifiutato di commentare la notizia.

Nel frattempo, la vertenza degli operatori di Facebook sta proseguendo, con la richiesta di aumento della paga oraria a 19,50 dollari l'ora, la modifica delle clausole di riservatezza e l'abolizione delle quote minime dei post da analizzare. Esigenza, quest'ultima, che la piattaforma social non avrebbe alcuna intenzione di prendere in considerazione.

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