Bryan Adams : "ecco come ho scoperto di aver perso i master di “Reckless” nell’incendio degli Universal Studios"

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Bryan Adams: "Ecco come ho scoperto di aver perso i master di “Reckless” nell’incendio degli Universal Studios"

“Non mi era stato detto nulla. E quei nastri non esistono più”

Nel 2013 Bryan Adams si è trovato di fronte a un mistero. Ventinove anni prima, nel 1984, il cantautore canadese aveva raggiunto la cima delle classifiche di vendita mondiali grazie alla pubblicazione del suo quarto LP, "Reckless", con circa 12 milioni di copie in tutto il mondo. Con l'avvicinarsi del trentesimo anniversario dell'album, Adams stava cercando di mettere insieme una ristampa commemorativa. Ha contatto l’Universal Music Group (UMG), che controllava il catalogo di decine di filiali, tra cui A&M, l'etichetta che aveva pubblicato il disco e altri otto album in studio dell’artista.

Oggi Adams racconta come la casa discografica non sia stato onesta con lui riguardo alla perdita dei master del suo album: "Ho contattato l'archivio della Universal Music, perché stavo cercando qualsiasi materiale riguardante l’album. Ho chiamato tutti: ex dipendenti A&M, registi, produttori, fotografi, case di produzione, montatori e persino assistenti dei produttori dell'epoca. E posso dirvi con certezza che alla Universal non ho trovato nulla che fosse stato pubblicato, legato alla mia collaborazione con la A&M Records negli anni Ottanta. Non mi era stato detto - ha continuato - che c’era stato un incendio nell'archivio e che quei nastri non esistevano più".

Sconcertato dalla scomparsa di così tanto materiale, Adams è venuto a conoscenza della verità soltanto due settimane fa, leggendo un articolo del New York Times. Vi era descritta in dettaglio la distruzione delle registrazioni in un incendio del 2008, che aveva interessato una struttura sul retro degli Universal Studios di Hollywood, dove l’UMG aveva conservato master originali e altre registrazioni dagli anni Quaranta ai Duemila.

Secondo quanto riportato, sarebbero andati distrutti più di 100.000 nastri originali e circa 500.000 titoli di canzoni di 829 artisti, tra cui Billie Holiday, Chuck Berry e John Coltrane. Registrazioni effettuate per diverse etichette discografiche famose: Decca, Chess, Impulse, ABC, MCA, Geffen, Interscope e la vecchia etichetta di Adams, A&M.

Per Bryan Adams, leggere la notizia del danno ha spiegato finalmente il motivo per cui la sua etichetta non era stata in grado di fornirgli alcun materiale del suo album.

Fortunatamente, il musicista all’epoca aveva fatto una copia del master, che aveva conservato nel caveau di casa sua a Vancouver, usandola per la ristampa del disco multi-platinum nel 2014, con sette brani inediti: “Allora pensavo oh, forse metterò su uno studio, così ho conservato i nastri delle mie sessioni. La copia è stata lì per trent’anni”, ha concluso.

La settimana scorsa, i Soundgarden, le Hole, Steve Earle e gli eredi di Tom Petty e Tupac Shakur, hanno intentato una causa contro l’UMG per non aver protetto adeguatamente il patrimonio musicale e per non aver informato gli artisti, con una richiesta di risarcimento che ammonterebbe a 100 milioni di dollari.

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