Metallica, Lars Ulrich: “Se non ci siamo sciolti è stato merito dei Rolling Stones”

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Metallica, Lars Ulrich: “Se non ci siamo sciolti è stato merito dei Rolling Stones”

Il batterista ha spiegato come aprire i concerti degli Stones li abbia aiutati a risolvere i problemi che li stavano portando alla rottura

Come accade spesso a tante band, anche i Metallica in passato hanno vissuto un momento difficile: la band, infatti, nel 2003, durante la lavorazione dell’album St Anger, ha iniziato ad avere diversi seri problemi ed è stata addirittura sul punto di sciogliersi. A provocare il disastro sono state una serie di circostanze, come l’addio del bassista Jason Newsted, i problemi di alcolismo del cantante James Hetfield e i conseguenti rapporti tesi tra lui e il batterista Lars Ulrich. Di quel periodo di discussioni si è parlato anche nel documentario sulla band uscito nel 2004, Some Kind of Monster.

Quei giorni complicati ormai sono lontani, è acqua passata come si suol dire, ma oggi Lars Ulrich è tornato a parlarne e ha rivelato un particolare inedito: se i Metallica in quel periodo non si sono sciolti il merito sarebbe dei Rolling Stones. Proprio in quei mesi di litigi furiosi, infatti, Mick Jagger e compagni li invitarono ad andare in tour con loro e a quanto pare quell’esperienza li ha salvati, evitando la rottura e la fine della loro carriera insieme. 

Per noi è sempre stato importante invitare altri gruppi oppure metterci a disposizione il più possibile per i nostri fan – ha spiegato Ulrich al Sun – quel periodo non è stato certo facile per noi ma da allora abbiamo imparato quali sono i nostri limiti e dove si trovano i nostri punti di rottura. Quella, in realtà, è stata l’ultima volta in cui abbiamo avuto una vera e propria rottura. Non abbiamo mai sciolto la band in 14 anni, ma in quell’occasione siamo scomparsi dalla circolazione per circa un anno”.

Ma poi – ha continuato il batterista – i Rolling Stones ci hanno chiamato e ci hanno detto ‘Venite a suonare in qualche nostro concerto in California’ e in quel caso noi ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto che agli Stones non si possa proprio dire di no e così abbiamo accettato”. La proposta della leggendaria band ha fatto sì che i Metallica, in un certo senso, si ritrovassero: “Quella per noi è stata l’occasione per ricominciare da capo – ha spiegato Lars – puoi far parte di un team di lavoro in un ufficio, così come di una rock band, ma a un certo punto devi trovare il modo di andare avanti e di lavorare insieme agli altri come una squadra. Se non ti importa niente allora è facile prendere e andarsene, ma per fortuna a tutti noi importava abbastanza di trovare un modo per far funzionare le cose nei Metallica, sia per noi stessi che per i fan. E sono contento che ci siamo riusciti”.

Dopo una pausa di quasi un anno, dunque, nel 2005 i Metallica aprirono due concerti dei Rolling Stones a San Francisco, nell’ambito del tour mondiale A Bigger Bang Tour. Sono stati solo due, quindi, gli show della band inglese aperti da Ulrich e compagni, ma sono bastati per far ritrovare loro l’armonia: “Questi concerti ci hanno dato la possibilità di ricaricare le batterie – ha spiegato ancora il batterista – sia a livello creativo che a livello fisico, e di prepararci per la fase successiva della storia dei Metallica”. Quell’esperienza secondo Lars ha dato modo a lui e ai suoi compagni di individuare quali sono i loro punti critici e i modi attraverso i quali tenersene lontani: “Abbiamo pubblicato il nostro primo album quando io avevo 19 anni – ha raccontato – poi abbiamo fatto tour in Europa e in America. All’improvviso mi sono ritrovato in tour, ci siamo divertiti tantissimo ma poi arriva il momento che ti sistemi e ti fai una famiglia, e poi tutto si basa su attività fisica, bevande proteiche e cibo vegano. A un certo punto devi avere consapevolezza di ciò di cui hai bisogno per crescere, essere forte e mostrarlo sul palco”. 

Insomma, quell’esperienza con gli Stones è stata fondamentale per i Metallica per ritrovare loro stessi, sia a livello personale che come gruppo, ma ad aiutarli davvero in questo caso è stato probabilmente ricevere un’offerta alla quale non potevano dire di no, una proposta che li ha costretti a salire di nuovo sul palco insieme e a mettere da parte i loro problemi per riuscire a dare il massimo durante quelle esibizioni.

In tutto questo, in realtà, Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts non hanno avuto un ruolo “attivo”, anzi, tutt’altro: in un’altra intervista risalente al 2007, infatti, Ulrich ha raccontato che i Metallica non ebbero praticamente alcun contatto diretto con gli Stones. L’unico incontro ci fu ad un certo punto quando un assistente del gruppo britannico invitò sia loro che l’altro gruppo spalla, gli Everclear, ad attendere nel backstage per fare una foto con gli headliner della serata.

Dopo circa cinque minuti arrivarono gli Stones – ha raccontato il batterista – ve lo giuro, non si sono nemmeno fermati, hanno semplicemente rallentato l’andatura e si sono avvicinati quanto bastava per scattare due o tre foto con gli Everclear, poi si sono avvicinati a noi. Charlie Watts ci ha detto ‘Ciao’, poi credo che Keith Richards ci abbia fatto un cenno col capo, mentre Mick Jagger ci ha guardato come se avessimo potuto contagiarlo con la polmonite o chissà quale altra malattia, aveva uno sguardo davvero disgustato. Si sono fermati giusto il tempo di altri due o tre scatti con noi e poi se ne sono andati. Alla fine – ha concluso Lars – l’assistente è tornato da noi e ci ha detto ‘Se la band approva le foto, ve ne manderemo una copia'”.

Insomma, pur non avendoli proprio accolti a braccia aperte, gli Stones hanno giocato un ruolo importante nella storia dei Metallica: se il gruppo californiano oggi è ancora unito si deve insomma proprio a quell’esperienza accanto (ma non troppo) alla leggendaria band britannica.

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