Pink Floyd, David Gilmour: ecco come venne registrata Wish You Were Here

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Pink Floyd, David Gilmour: ecco come venne registrata Wish You Were Here

"Inserimmo anche un microfono nella mia auto parcheggiata di fronte agli studi di Abbey Road"

Durante il secondo episodio del suo nuovo podcast, David Gilmour ha parlato delle sue sei corde e ha ricordato come è stato registrato il celebre brano dei Pink Floyd, "Wish You Were Here".

Il podcast in tre episodi ruota attorno alla prossima asta della sua collezione di chitarre, che si terrà il 20 giugno da Christie's a New York.

"La maggior parte delle persone può iniziare a suonare con la chitarra acustica", ha detto il chitarrista, aggiungendo: "Io ho iniziato con una chitarra acustica con corde di nylon e poi mi sono diplomato in chitarra acustica con fori a F. Il mio background musicale è misto, molto ampio”, ha detto il musicista.

Amo la musica acustica, amo la musica folk, amo la musica blues. Lead Belly era uno dei miei preferiti e come lui ho avuto una 12 corde quando ero adolescente”, ha aggiunto.

Il 12 settembre 1975 veniva pubblicato “Wish You Were Here”: l’introduzione dell’omonima traccia fu registrata dall’autoradio della macchina di Gilmour, con la manopola spostata in sequenza su varie stazioni radio (il brano di musica classica che si sente ad un certo punto è il finale della Sinfonia n. 4 di Čajkovskij): "La canzone avrebbe dovuto riprodurre il suono di un'auto, mentre la musica veniva trasmessa dalla radio. In realtà abbiamo inserito un microfono nella mia auto nel parcheggio di fronte a Abbey Road”, ha raccontato il chitarrista.

Un esperimento ripetuto anche nell'album “The Wall” del 1979. "Oggi, naturalmente, si preme il pulsante e si cambiano i canali tra le stazioni. All'epoca – ha ricordato Gilmour - bisognava girare la manopola e gradualmente si passava da una parte all'altra delle frequenze”.

E sulle sue centoventi chitarre in vendita, tra cui la Black Strat del 1969, ha dichiarato: "Spero le acquisti qualcuno che voglia veramente suonarle e divertirsi, magari creando qualcosa con loro, ma non credo proprio che sia quello che succederà".

I proventi della vendita all’asta delle sei corde di Gilmour andranno alla sua Fondazione, che si occupa da anni di opere caritatevoli.

"Tutto il denaro che sarà raccolto servirà per proseguire la nostra attività di beneficenza sia a livello globale sia, in particolare, qui in Inghilterra", ha concluso Gilmour.

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